giovedì 9 luglio 2026
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L’ingegnere idrodinamico dello stagno: alla scoperta del rotifero Brachionus

Se potessimo rimpicciolirci fino a raggiungere le dimensioni di una frazione di millimetro, l'acqua di un comune stagno ci apparirebbe come uno spazio aereo popolato da bizzarri velivoli corazzati.



Se potessimo rimpicciolirci fino a raggiungere le dimensioni di una frazione di millimetro, l'acqua di un comune stagno ci apparirebbe come uno spazio aereo popolato da bizzarri velivoli corazzati. Tra questi, i rotiferi del genere Brachionus occupano un posto d'onore.

L’ingegnere idrodinamico dello stagno: alla scoperta del rotifero Brachionus

I Brachionus rivelano attraverso il loro movimento una flessibilità e una complessità biomeccanica che li hanno resi vere e proprie celebrità nei laboratori di ecologia e biotecnologia di tutto il mondo.
Come molti rotiferi il Brachionus possiede una struttura rigida e trasparente, la lorica, composta da una sostanza simile alla chitina, che serve a proteggerli dai predatori.
Quelle due punte curve in alto servono sia come difesa (rendono il rotifero difficile da inghiottire per i piccoli predatori come i copepodi) sia a migliorare il galleggiamento nella colonna d'acqua.
A differenza di altri rotiferi completamente rigidi, l’osservazione dinamica di un Brachionus in vita svela un dettaglio anatomico straordinario: il piede (o peduncolo) posteriore, che non è una spina fissa, ma un'appendice muscolare altamente mobile che fuoriesce da un'apertura della lorica. Il piede è rivestito da una cuticola "annulata", formata da una serie di cilindri telescopici che permettono all'animale di accorciarsi, tendersi, ruotare e flettersi in ogni direzione per bilanciare il nuoto.

L’ingegnere idrodinamico dello stagno: alla scoperta del rotifero Brachionus

All'estremità di questo piede si trovano due microscopiche strutture chiamate "dita", collegate a sofisticate ghiandole del cemento. Quando il Brachionus trova una zona ricca di nutrimento o vuole riposare, secerne una colla biologica temporanea per ancorarsi ai detriti dello stagno. Quando decide di ripartire, un enzima specifico scioglie il legame all'istante, permettendogli di riprendere il nuoto.
Un altro elemento spettacolare visibile al microscopio è il mastax, una faringe muscolare situata subito sotto la corona di ciglia anteriore. Poiché il Brachionus si muove creando vortici d'acqua che risucchiano tutto ciò che incontra, il mastax funge da potente trituratore interno.

L’ingegnere idrodinamico dello stagno: alla scoperta del rotifero Brachionus

Dotato di minuscole ganasce chitinose indurite (chiamate trophi), questo organo pulsa e mastica continuamente, frantumando le pareti di silice o cellulosa delle microalghe e dei batteri prima che passino nello stomaco. Un apparato digerente completo e perfettamente funzionante, racchiuso in un corpo regolato dall'eutelia: ciò significa che ogni esemplare nasce con un numero di cellule fisso e geneticamente predeterminato (di solito circa 1.000 cellule in tutto il corpo).
A differenza di noi, le loro cellule non si dividono per far crescere l'animale; le cellule crescono solo in volume. Questo è il motivo per cui, pur essendo animali complessi (hanno un cervello, occhi sensibili alla luce, uno stomaco e dei muscoli), rimangono confinati nel mondo microscopico.
Il successo ecologico del Brachionus negli stagni è dovuto a un sistema riproduttivo flessibile noto come partenogenesi ciclica.
Quando lo stagno è in salute, la popolazione è composta unicamente da femmine "amittiche". Queste depongono uova che si sviluppano senza bisogno di fecondazione, generando cloni identici della madre e permettendo alla specie di raddoppiare il proprio numero nel giro di pochissime ore. Le madri, inoltre, sono famose per trasportare le uova saldamente agganciate alla base della corazza, proteggendole durante il nuoto.
Tuttavia, quando lo stagno si surriscalda o si sovraffolla, scatta un segnale chimico d'allarme. Le femmine iniziano a produrre uova diverse, da cui nascono maschi nani. Questi maschi sono privi di apparato digerente e di lorica rigida: la natura li ha privati della capacità di nutrirsi, programmandoli con un'aspettativa di vita di poche ore e l'unico scopo di fecondare le femmine per generare le "uova durevoli". Queste ultime cadranno sul fondo, resistendo anche a anni di siccità totale prima di schiudersi alla pioggia successiva.

L’ingegnere idrodinamico dello stagno: alla scoperta del rotifero Brachionus

Se nello stagno il Brachionus funge da guardiano della limpidezza dell'acqua filtrando detriti e batteri, l'essere umano ha scoperto in questo microrganismo un alleato economico e scientifico senza precedenti,
Dal punto di vista commerciale il loro uso vi sorprenderà: le larve appena nate dei pesci commerciali (come spigole e orate) sono troppo piccole per i mangimi artificiali. Il Brachionus ha le dimensioni ideali e un movimento lento che stimola l'istinto di caccia dei pesciolini. Gli allevatori li usano persino come "cavalli di ****", nutrendo prima i rotiferi con vitamine e acidi grassi per poi trasferirli direttamente all'interno degli avannotti.
Nel mondo scientifico invece si utilizza il loro essere estremamente sensibili ai cambiamenti chimici, e quindi vengono impiegati nei biotest globali per misurare la tossicità di pesticidi, metalli pesanti e microplastiche nelle acque dolci.
La superficie della loro lorica è rivestita da una cuticola anti-parassitaria in grado di impedire a funghi e batteri di attecchire. Gli ingegneri dei materiali stanno studiando questa micro-struttura per copiare il segreto del rotifero e creare vernici ecologiche per gli scafi delle navi.


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