Il bilinguismo italo-romeno: una missione dell'Associazione Gaudeamus
Laura e Liliana, le due menti dell’Associazione, attraverso lezioni, incontri, eventi comunitari e momenti di scambio, favoriscono l’incontro tra l'Italia e la Romania.
Nel tessuto sociale di Ostia, dove il mare è da sempre simbolo di incontro e passaggio, realtà come l’Associazione Gaudeamus (qui la loro pagina Facebook Link) svolgono un ruolo prezioso nel promuovere il dialogo tra culture. In un territorio segnato da migrazioni, nuove cittadinanze e identità plurali, il lavoro delle associazioni interculturali diventa uno spazio concreto in cui la convivenza si trasforma in conoscenza reciproca.
Laura e Liliana, le due menti dell’Associazione, attraverso lezioni, incontri, eventi comunitari e momenti di scambio, favoriscono l’incontro tra l'Italia e la Romania.
Il bilinguismo non è soltanto uno strumento comunicativo., è una forma di educazione alla complessità. Significa abitare due mondi senza rinunciare a nessuno dei due, imparare a tradurre non solo le parole ma anche i codici culturali, i riferimenti simbolici, le sensibilità.
Da docente di scienze e uomo di territorio, la mia esperienza personale di bilingue italo-francese mi ha insegnato quanto la lingua sia una chiave di accesso alla realtà. Crescere tra due idiomi significa sviluppare uno sguardo più elastico, una maggiore capacità di ascolto, una naturale predisposizione al confronto. Ogni lingua aggiunge sfumature, amplia il lessico emotivo e rafforza il pensiero critico.
È proprio questo il valore che associazioni come Gaudeamus cercano di diffondere: non una semplice somma di culture, ma una contaminazione fertile. I bambini imparano a non vivere la doppia appartenenza come frattura, ma come ricchezza. Gli adulti riscoprono la propria identità senza sentirsi marginali. Nel contesto di Ostia, dove le sfide sociali si intrecciano con grandi potenzialità culturali, queste attività rappresentano un presidio di coesione. Promuovere la lingua romena accanto all’italiano significa riconoscere dignità a una comunità numerosa e radicata. Significa costruire ponti tra famiglie, scuole, istituzioni e quartieri: la diversità non è un problema da gestire, ma una risorsa da coltivare.
di Aldo Marinelli del 21 febbraio 2026



