Un'armatura di gelatina: come si difende la Bulla striata
Cosa succede quando la Bulla striata si sente minacciata: la nostra osservazione tra le alghe.
Tra le alghe rosse costiere si cela un microcosmo dinamico e ricco di biodiversità. Tra gli organismi osservati troviamo la Bulla striata (Bruguière, 1792), un mollusco gasteropode opistobranchio appartenente all'ordine dei Cephalaspidea, noto comunemente come "chiocciola bolla".
L'osservazione diretta di un esemplare giovanile a livello microscopico offre una finestra privilegiata sulla complessa morfologia, la biologia sensoriale e i sofisticati meccanismi di difesa che caratterizzano le prime fasi vitali di questi organismi marini.
A differenza degli esemplari adulti — caratterizzati da una conchiglia robusta, calcificata e decorata da fini striature spirali e marmorizzazioni brune — il giovane esemplare presenta una conchiglia estremamente sottile, vetrosa e quasi completamente traslucida. Tale trasparenza permette di osservare direttamente i pigmenti sottostanti del mantello e l'organizzazione della massa viscerale.In questa fase, la conchiglia avvolge il corpo ma permette una notevole espansione dei tessuti molli. Il mantello estroflesso e lo scudo cefalico presentano una fitta punteggiatura formata da cromatofori e melanofori di colore scuro, intervallati da piccoli granuli biancastri che aiutano a spezzare la sagoma dell'animale sullo sfondo del sedimento o della vegetazione.
Uno degli elementi anatomo-funzionali più distintivi dei Cephalaspidea è lo scudo cefalico. Questo organo muscoloso e appiattito funge da vera e propria "pala" idrodinamica, consentendo all'animale di penetrare ed esplorare i fondali sabbiosi e fangosi senza danneggiarsi. Sullo scudo cefalico spiccano due microscopici ocelli neri. Privi di una complessa struttura cristallina, questi organi fotorecettori non formano immagini definite, ma misurano le variazioni di intensità luminosa, guidando il mimetismo e i ritmi circadiani.
Oltre alla percezione della luce, la ricerca di cibo e la navigazione spaziale sono affidate a un sofisticato sistema di chemorecezione. Piccoli recettori chimici sparsi sui margini dello scudo permettono alla Bulla striata di identificare le tracce chimiche lasciate da micro-alghe o da conspecifici
Quando esposta a fattori di stress o manipolata, la Bulla striata attiva un meccanismo di difesa fisiologico immediato: la secrezione massiccia di muco altamente viscoso, ben visibile nel video. Questo fluido idratato avvolge completamente il corpo molle del mollusco, svolgendo molteplici funzioni biologiche:
- protezione meccanica: crea una barriera scivolosa che impedisce la presa salda da parte di predatori quali granchi o piccoli pesci.
- deterrenza chimica: la matrice mucosa può veicolare metaboliti secondari e sostanze sgradevoli al gusto per i predatori.
- omeostasi idrica: in caso di temporanea emersione o ridotto apporto d'acqua, la guaina mucosa limita la disidratazione e protegge i tessuti epiteliali delicati.
Il ritrovamento di giovani individui tra i letti di alghe rosse (come Corallina) conferma l'importanza di questi micro-habitat come "nursery" naturali. Tra le ramificazioni calcarie e flessibili di queste alghe, i giovani gasteropodi trovano protezione contro le forti correnti e un'abbondanza di biofilm batterico, diatomee e micro-alghe di cui nutrirsi mediante la loro lingua dentellata, la radula.
La conchiglia di un esemplare adulto
di Aldo Marinelli del 28 luglio 2026



