venerdì 10 luglio 2026
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L'alieno trasparente delle nostre coste: l' Amathia verticillata

Vi è mai capitato di osservare fitte matasse galleggianti di filamenti biancastri lungo la riva del mare o tra le banchine di un porto?




L''alieno trasparente delle nostre coste: l'' Amathia verticillata

Se passeggiando lungo la riva del mare o tra le banchine di un porto vi è capitato di scorgere fitte matasse galleggianti di filamenti biancastri, potreste aver pensato si trattasse di un'alga comune. Al tatto, però, la sorpresa: nessuna consistenza viscida, bensì una struttura flessibile, quasi "plastica", che ricorda vagamente dei noodles cotti o dei crauti (cosi come gli chiamano gli inglesi o i tedeschi).
Quella che a prima vista sembra una pianta acquatica è in realtà un'immensa e complessa metropoli animale: una colonia di Amathia verticillata, un briozoo ctenostomo (che significa "bocca a pettine") che sta ridisegnando gli equilibri ecologici del Mar Mediterraneo.
Letteralmente il nome briozoo significa "animale-muschio" ed indica un intero phylum composto esclusivamente da animali acquatici, quasi tutti marini e coloniali.

L''alieno trasparente delle nostre coste: l'' Amathia verticillata


L''alieno trasparente delle nostre coste: l'' Amathia verticillata

Mentre a occhio nudo la colonia appare come un groviglio informe, è solo sotto la lente del microscopio che si svela la vera natura di questo organismo. Ogni singolo filamento trasparente, lo stolone, ospita centinaia di minuscoli individui clonali chiamati polipidi, protetti da una guaina chitinosa flessibile nota come zooecio.

L''alieno trasparente delle nostre coste: l'' Amathia verticillata

L'anatomia e il comportamento di questi microscopici animali sono straordinari.
La struttura più spettacolare dell'animale è il lofoforo, una corona circolare di tentacoli semitrasparenti che viene estesa verso l'esterno. Lungo i bordi di ogni tentacolo si trovano migliaia di microscopiche ciglia vibratili. Il loro battito sincrono e frenetico genera una corrente idrodinamica che convoglia le particelle di cibo, principalmente microalghe come le diatomee, direttamente verso la bocca, posta al centro della corona.

L''alieno trasparente delle nostre coste: l'' Amathia verticillata

I briozoi sono animali estremamente guardinghi: non appena avvertono una vibrazione o la minaccia di un predatore, un potente muscolo retrattore interno si contrae in una frazione di secondo, risucchiando l'intero polipide e i suoi tentacoli all'interno dello zooecio, per poi riestendersi lentamente solo quando il pericolo è passato.

L''alieno trasparente delle nostre coste: l'' Amathia verticillata

La storia scientifica di Amathia verticillata è tinta di mistero: fu descritta ufficialmente per la prima volta nel 1822 a Napoli dal celebre naturalista italiano Stefano Delle Chiaje. Per quasi due secoli, l'organismo è stato considerato un cittadino legittimo e nativo del Mar Mediterraneo. Tuttavia, recenti studi genetici e storici hanno stravolto questo scenario. Oggi sappiamo che Amathia verticillata è con ogni probabilità una specie aliena (o pseudo-indigena), originaria delle calde acque del Mar dei Caraibi. Se nei Caraibi questo briozoo colonizza habitat naturali come le radici delle mangrovie e le barriere coralline, nel resto del mondo la sua presenza è strettamente legata alle strutture artificiali umane quali chiglie delle navi, boe, cime d'ormeggio, chiaro segno di una dispersione globale dovuta al traffico marittimo.
Una recente ricerca scientifica pubblicata su ResearchGate da 4 biologi italiani, tra cui il mio amico Andrea Bonifazi, ha gettato nuova luce sul ruolo ecologico di questo organismo nei mari italiani, definendolo un vero e proprio "hotspot" di specie aliene. Analizzando le colonie prelevate in diversi porti commerciali e porticcioli turistici (marinas) della penisola, i ricercatori hanno scoperto che le matasse di Amathia verticillata funzionano come un ecosistema in miniatura altamente attrattivo. I filamenti offrono un rifugio ideale e una fonte di cibo per una quantità impressionante di piccoli invertebrati, dominati da anfipodi (piccoli crostacei saltatori), policheti (vermi marini marini) e isopodi.
Il dato più allarmante dello studio riguarda la composizione di questa fauna: in tutte le colonie analizzate sono state rinvenute specie esotiche non indigene (NIS). Sebbene la varietà complessiva delle specie locali (autoctone) sia ancora elevata, in termini numerici e quantitativi le specie aliene dominano nettamente l'interno delle matasse. Specie di anfipodi alieni come Jassa slatteryi, Leucothoe baconi e Caprella scaura sono state trovate in ogni singolo campione, dimostrando che questo briozoo agisce come un vettore di trasporto secondario: spostandosi attaccato alle barche, porta con sé un intero equipaggio di altre specie invasive. Insomma un "albergo per alieni" lungo le coste italiane.
L'impatto di Amathia verticillata sull'ambiente marino è complesso e presenta forti contrasti ecologici, riassumibili in due aspetti antitetici.
Gli impatti positivi (Servizi Ecosistemici) risiedono nel fatto che questi organismi sono depuratori naturali formidabili (un solo metro quadrato di colonia può filtrare fino a 184.000 litri d'acqua al giorno, rimuovendo il fitoplancton in eccesso e migliorando la trasparenza dell'acqua) e sono un asilo nido per la fauna, poichè la densa struttura tridimensionale offre riparo dai predatori e cibo a pesci giovanili e piccoli crostacei (alieni e non).
Gli impatti negativi (Danni Ecologici ed Economici) sono soprattutto il soffocamento dei fondali (quando le colonie diventano massive, si depositano sopra le praterie di Posidonia oceanica, privandole della luce solare e causandone la morte per soffocamento) e il biofouling economico (intasa le condotte di aspirazione delle centrali costiere, appesantisce le reti da pesca e danneggia gli allevamenti di molluschi commerciali, come mitili e ostriche).

L''alieno trasparente delle nostre coste: l'' Amathia verticillata

A rendere questo briozoo un colonizzatore impeccabile è la sua mostruosa capacità di rigenerazione. Amathia verticillata si riproduce sia sessualmente (tramite larve) sia asessualmente per frammentazione. Se la colonia viene spezzata dall'azione del moto ondoso o dal passaggio di un'elica, i singoli frammenti possono fluttuare, entrare in uno stato di temporanea dormienza e, non appena toccano un nuovo substrato favorevole, ancorarsi e rigenerare un'intera nuova colonia in sole 24 ore. Se d'inverno le colonie sembrano scomparire a causa del calo delle temperature, l'organismo in realtà "sverna" riducendosi ai minimi termini, pronto a esplodere nuovamente non appena l'acqua torna a scaldarsi, confermandosi uno dei protagonisti più silenziosi, trasparenti e tenaci del mutamento biologico dei nostri mari.

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