giovedì 23 luglio 2026
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Un alieno fra le alghe: il successo invasivo di Caprella scaura

Scopriamo questo crostaceo anfipode comunemente noto come "gamberetto scheletro".



A prima vista, sembrano minuscoli frammenti di scheletri fluttuanti o bizzarri ramoscelli sommersi. Ma se si osserva con attenzione un ciuffo di alghe o una cima d'ormeggio nel porto, si scopre un mondo vibrante e, purtroppo, profondamente alterato. Protagonista assoluto di questo microcosmo è la Caprella scaura, un crostaceo anfipode comunemente noto come "gamberetto scheletro".

Un alieno fra le alghe: il successo invasivo di Caprella scaura
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Nonostante le sue dimensioni millimetriche (i maschi adulti raggiungono a malapena i 2 centimetri), questa specie sta ridisegnando la biodiversità bentonica del litorale laziale, confermandosi una delle specie aliene marine di maggior successo nel Mar Mediterraneo.

Un alieno fra le alghe: il successo invasivo di Caprella scaura
Immagine creata con AI
La Caprella scaura è un capolavoro di adattamento evolutivo, finalizzato al mimetismo estremo. Il suo corpo è ridotto all'essenziale: un torace allungato e segmentato, quasi trasparente, e un addome vestigiale praticamente invisibile. Questa struttura le permette di confondersi perfettamente tra i filamenti delle macroalghe e gli organismi incrostanti (fouling) che popolano le strutture artificiali.

Un alieno fra le alghe: il successo invasivo di Caprella scaura

La spina cefalica acuminata rivolta in avanti è uno dei tratti diagnostici che distingue C. scaura dalle specie native del Mediterraneo.

Un alieno fra le alghe: il successo invasivo di Caprella scaura

L'individuo osservato è un maschio maturo. Sono evidenti i pereopodi posteriori, modificati in uncini per ancorarsi saldamente al substrato, e l'enorme secondo paio di gnatopodi (chele), sproporzionati rispetto al resto del corpo. Queste chele massicce, dotate di un dente velenoso nei maschi, sono usate non per la caccia, ma per combattimenti rituali contro i rivali per il territorio e l'accesso alle femmine.

Un alieno fra le alghe: il successo invasivo di Caprella scaura


Un alieno fra le alghe: il successo invasivo di Caprella scaura

La Caprella scaura non nuota. Come tutti i Caprellidi, è un organismo bentonico specializzato per vivere aggrappato al substrato. Se osservate un individuo su un'alga, noterete che rimane quasi immobile per la maggior parte del tempo, fluttuando con la corrente per filtrare il cibo con le antenne e i gnatopodi anteriori.
Tuttavia, quando deve spostarsi (ad esempio per sfuggire a un predatore o per cercare un partner), esegue un movimento unico e caratteristico, definito "a compasso" (o "a bruco geometra"). Il gamberetto si fissa saldamente con gli uncini posteriori. Allunga il corpo in avanti, si afferra con i gnatopodi anteriori e, a quel punto, rilascia gli uncini posteriori per "avvicinare" la parte terminale del corpo alla testa, formando un arco. Questo ciclo si ripete ritmicamente, permettendogli di "camminare" lungo le ramificazioni delle alghe.

Un alieno fra le alghe: il successo invasivo di Caprella scaura

La riproduzione è il motore della strategia invasiva di C. scaura a Ostia.
Dopo l'accoppiamento, la femmina depone le uova in una sacca d'incubazione specializzata sotto il torace, chiamata marsupio. Questa struttura, formata da lamelle sovrapposte, protegge le uova durante lo sviluppo.
A differenza di molti crostacei marini che hanno una fase larvale planctonica, i Caprellidi non hanno larve. Dalle uova schiudono direttamente dei piccoli caprellidi completamente formati e miniaturizzati, pronti a fissarsi al substrato e a iniziare il loro ciclo vitale.
In condizioni di temperatura favorevole (come le acque costiere di Ostia in primavera ed estate), C. scaura può completare un ciclo vitale (da uovo ad adulto) in pochissime settimane. Questo, unito alla mancanza di una fase planctonica che li disperderebbe, permette loro di raggiungere densità di popolazione esplosive, saturando rapidamente lo spazio e le risorse a scapito delle specie native.
Su substrati favorevoli, possono raggiungere densità impressionanti, superando i 35.000 individui per metro quadrato.

Un alieno fra le alghe: il successo invasivo di Caprella scaura


Un alieno fra le alghe: il successo invasivo di Caprella scaura

Originaria delle acque calde dell'Oceano Indiano, Caprella scaura è una specie cosmopolita che ha colonizzato gran parte dei mari temperati e tropicali del mondo. La sua prima segnalazione nel Mar Mediterraneo risale al 1994, nella Laguna di Venezia. Da allora, la sua espansione è stata inarrestabile.
Il vettore principale è l'attività umana. Essendo organismi che vivono attaccati al fouling, i caprellidi vengono trasportati passivamente dagli scafi delle navi (trasporto navale) o attraverso le acque di zavorra (ballast water). I porti e le marine turistiche, come il Porto Turistico di Roma a Ostia, agiscono come teste di ponte perfette per l'ingresso e la diffusione di queste specie invasive.

Un alieno fra le alghe: il successo invasivo di Caprella scaura

C. scaura è un aggressivo competitore per lo spazio e il cibo (filtrano particelle organiche e plancton dall'acqua). Studi condotti in diverse aree del Mediterraneo, monitorati anche dall'ARPA Lazio, hanno documentato che dove C. scaura prospera, le specie native di caprellidi (come la Caprella equilibra) e altri piccoli crostacei tendono a rarefarsi o a sparire, riducendo drasticamente la biodiversità locale.
La Caprella scaura è un promemoria potente di come le attività umane, attraverso il trasporto globale, possano abbattere le barriere geografiche, innescando invasioni biologiche silenziose ma devastanti a livello microscopico.
La comprensione e il monitoraggio di questi piccoli alieni sono fondamentali per proteggere la resilienza dei nostri ecosistemi costieri.

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