giovedì 23 luglio 2026
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Conoscete il ragno di mare?

Microscopia, anatomia ed ecologia di un picnogonide ritrovato tra le rocce di Ostia: Ammothella appendiculata



A prima vista, ad occhio nudo, appare appena come un minuscolo granello frammisto al fango o incrostato tra i ciuffi d'alghe. Tuttavia, sotto l'obiettivo dello stereomicroscopio si svela una creatura dal fascino primordiale: un ragno di mare (classe Pycnogonida).

Conoscete il ragno di mare?

L'esemplare delle immagini microscopiche appartiene alla famiglia Ammotheidae e, con elevata certezza, alla specie Ammothella appendiculata (Dohrn, 1881). Si tratta di uno degli invertebrati bentonici più caratteristici ma meno conosciuti delle nostre coste litoranee.
I picnogonidi non sono veri ragni terrestri (Araneae), bensì chelicerati marini costituenti un gruppo evolutivo antico e separato. La loro caratteristica anatomica più sconcertante è l'estrema riduzione del corpo centrale: a causa del torso minuscolo, gli organi vitali — inclusa gran parte del sistema digerente e le gonadi (organi riproduttivi) — si estendono all'interno dei rami delle zampe deambulatorie.

Conoscete il ragno di mare?

Privi di branchie complesse o polmoni, assorbono l'ossigeno disciolto nell'acqua direttamente attraverso la cuticola sottile del corpo e degli arti.
La parte anteriore è dominata da un grande rostro cilindrico/conico, ricurvo verso il basso, utilizzato come una vera e propria pompa idraulica per aspirare i tessuti molli delle prede.

Conoscete il ragno di mare?

L'osservazione ad alto ingrandimento dell'estremità degli arti rivela strutture altamente specializzate. L'ultimo segmento della zampa, detto propodio, culmina in un forte artiglio terminale (unguis) falciforme.
Questi artigli funzionano come veri e propri ramponi da arrampicata: permettono all'animale di ancorarsi saldamente contro il moto ondoso infralitorale tipico delle scogliere romane.
Alla base dell'artiglio principale sono presenti due piccoli artigli ausiliari e una serie di spine ventrali che formano una "suola antiscivolo", ideale per fare presa su alghe calcaree, idrozoi e moli artificiali.

Conoscete il ragno di mare?

La costa di Ostia presenta un ambiente caratterizzato da scogliere artificiali, barriere frangiflutti e substrati ricchi di altopiani algali e fouling portuale. In questo contesto, Ammothella appendiculata adotta una strategia di sopravvivenza formidabile: il mimetismo detritico.
Il tegumento dell'animale è cosparso di speciali setole modificate (dette seta clavate) e tubercoli spinosi che secernono sostanze mucillaginose. Granelli di sabbia, fango e micro-epibionti rimangono meccanicamente intrappolati sulla superficie del corpo, rendendo il picnogonide del tutto indistinguibile dal sedimento circostante.

Conoscete il ragno di mare?
Immagine realizzata con AI

Un altro aspetto straordinario della biologia di Ammothella risiede nelle cure parentali, che spettano interamente al maschio: dopo la fecondazione, infatti lui raccoglie le uova deposte dalla femmina e le appallottola attorno a un paio di zampe modificate situate sotto il torace, chiamate ovigeri, trasportandole fino alla schiusa. Dalle uova emerge una caratteristica larva protonymphon, dotata di sole tre paia di appendici, che spesso trascorre i primi stadi dello sviluppo all'interno o a stretto contatto con i polipi delle colonie di idrozoi.

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