L’invisibile pannello solare del Tirreno: anatomia e segreti di Placida dendritica
Il mondo sottomarino microscopico continua a fornirci sorprese "illuminanti"
Se ci si immerge lungo le scogliere di Ostia, per esempio quelle vicino al Pontile, e si esaminano da vicino le praterie di macroalghe verdi, si rischia di intravedere uno dei prodigi evolutivi più affascinanti del Mediterraneo.
Si potrebbero scambiare questi organismi per minuscoli nudibranchi, ma in realtà, l'analisi macroscopica del loro corpo rivela l'appartenenza a un ordine ben distinto: i Sacoglossi (Sacoglossa).
Tra le specie più tipiche di questo gruppo spicca Placida dendritica, una lumaca di mare trasparente e microscopica (spesso inferiore al millimetro nelle forme giovanili) in grado di scardinare il confine biologico tra regno animale e vegetale.
Mentre la stragrande maggioranza degli animali deve consumare continuamente sostanza organica per sopravvivere, Placida dendritica è in grado di sfruttare direttamente la luce del sole. Questo fenomeno prende il nome di kleptoplastia (dal greco kleptes, ladro, e plastos, formato).
Nutrendosi di alghe verdi filamentose (come Bryopsis o Codium), il gasteropode risucchia il contenuto delle cellule vegetali. poi, anziché digerire tutto, il sistema digerente dell'animale distrugge solo il citoplasma e preserva intatti i cloroplasti, gli organelli responsabili della fotosintesi.
Questi vengono veicolati all'interno dei diverticoli della ghiandola digerente, dove continuano a funzionare autonomamente per settimane, producendo zuccheri e nutrimento per la lumaca attraverso la luce solare.
A differenza di altri gasteropodi simili, Placida dendritica possiede una struttura anatomica inconfondibile se osservata al microscopio:
-i cerati allungati, appendici sul dorso dell'animale al cui interno scorrono i canali della ghiandola digerente, che assumono una colorazione ramificata dal verde al magenta a seconda del tipo di pigmento e clorofilla ingeriti.
- i rinofori ramificati, le antenne sensoriali sul capo al cui interno si ramifica ancora la ghiandola digerente (caratteristica fondamentale che distingue Placida da altri generi simili come Ercolania). Questa struttura ad albero (dendritica) aumenta la superficie esposta alla luce per la fotosintesi e migliora il mimetismo.
- il sistema visivo e la macchia pericardica: alla base dei rinofori sono presenti due occhi neri puntiformi immersi in un'area priva di pigmento, mentre sul dorso spicca una macchia bianca opaca corrispondente alla zona pericardica (dove risiede il cuore).
Per potersi nutrire di alghe dalle pareti cellulari estremamente robuste, il movimento boccale di Placida dendritica si è modificato in una vera e propria pompa aspirante: la lingua raschiante (radula) possiede una sola fila di denti affilati. L'animale usa un singolo dente alla volta per praticare un micro-foro preciso nella parete dell'alga. Man mano che i denti microscopici si usurano, non vengono espulsi ma accumulati in una sacca muscolare interna. È proprio da questa "tasca" che l'intero ordine dei Sacoglossi prende il nome (dal greco sakos, sacco, e glossa, lingua).
Nonostante le millimetriche dimensioni, questi piccoli gasteropodi giocano un ruolo fondamentale negli ecosistemi costieri temperati. Regolano la crescita delle micro-alghe bentoniche e rappresentano un ponte di trasferimento energetico tra i produttori primari (alghe) e i piccoli predatori di scogliera.
Immagine creata con AI
di Aldo Marinelli del 21 luglio 2026



