Il fascino nascosto di Botryllus, il nostro inaspettato parente
Uno strano animale gelatinoso appartenente ai tunicati: scopriamo qualcosa in più su di lui
Esplorando i fondali bassi vicino alle rocce, capita di imbattersi in strane incrostazioni gelatinose, ornate da vivaci motivi geometrici che ricordano piccoli fiorellini o stelle arancioni. A un occhio inesperto potrebbero sembrare strane spugne, anemoni microscopici o persino alghe. In realtà, ci troviamo di fronte a una colonia di tunicati appartenenti al genere Botryllus (di cui la specie Botryllus schlosseri è la più nota e diffusa).
Dietro questa patina colorata si nasconde un'organizzazione biologica straordinaria e ricca di sorprese.
Immagine creata con AI
Ciò che a prima vista sembra un singolo organismo è in verità una metropoli in miniatura. La colonia è composta da centinaia di individui distinti, chiamati zooidi, disposti in eleganti rosette. Ogni "petalo" della stella è un singolo animale che aspira acqua marina per filtrarne il nutrimento; l'acqua di scarico viene poi convogliata ed espulsa attraverso un'unica apertura centrale comune.
Ma la cooperazione non finisce qui. Tutti gli zooidi sono immersi in una matrice gelatinosa e collegati tra loro da una vera e propria "rete sanguigna" condivisa. All'interno di questo circuito vascolare comune si trova un sistema circolatorio unico nel regno animale: il loro cuore non pompa il sangue in un'unica direzione, ma si contrae per alcune decine di battiti in un senso, si ferma per un istante e poi inverte la direzione del flusso, facendo scorrere il sangue al contrario.
La "gelatina" che avvolge e protegge la colonia — la cosiddetta tunica — è un'anomalia biologica. È composta prevalentemente da tunicina, una molecola chimicamente quasi identica alla cellulosa vegetale. I tunicati sono infatti tra i pochissimi animali in grado di sintetizzare autonomamente la cellulosa.
All'interno di questo tessuto circolano inoltre speciali cellule sanguigne, i vanadociti, capaci di concentrare nei loro tessuti il vanadio (un metallo pesante) a livelli fino a un milione di volte superiori a quelli presenti nell'acqua di mare circostante. Si ipotizza che questa combinazione chimica serva da potente scudo naturale contro parassiti e predatori.
Il ciclo vitale di Botryllus incrocia sapientemente la riproduzione sessuata e quella asessuata:
-gemmazione: la colonia si espande clonando i propri zooidi. Periodicamente la colonia va incontro a un fenomeno sincronizzato chiamato takeover in cui i vecchi zooidi adulti muoiono e vengono riassorbiti contemporaneamente, lasciando il posto alle nuove gemme già pronte.
- riproduzione sessuata: ogni zoide è ermafrodita e produce anche gameti. Fecondandosi, danno origine a una piccola larva nuotatrice simile a un "girino".
È proprio la larva a rivelare l'aspetto evolutivo più sconvolgente: possiede una notocorda (l'antenato della colonna vertebrale), il che inserisce Botryllus nel phylum dei Cordati. Dal punto di vista evolutivo, queste macchie gelatinose sono molto più vicine all'essere umano di quanto non lo siano un polpo o una stella marina.
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Questa affinità rende Botryllus un modello preziosissimo per la ricerca scientifica: le colonie possiedono un sistema di riconoscimento genetico per cui, venendo a contatto, possono fondersi (se affini) o scatenare una reazione di reiezione sanguigna, fornendo spunti chiave per la medicina dei trapianti.
Il riassorbimento e il rinnovo settimanale del loro sistema nervoso centrale offrono ai ricercatori una finestra di studio unica su patologie come l'Alzheimer e il Parkinson.
Inocuo per l'uomo, anche se talvolta invadente per le imbarcazioni su cui si insedia (fenomeno del biofouling), il genere Botryllus si conferma una delle meraviglie biologiche più affascinanti nascoste a due passi dalla nostra riva.
di Aldo Marinelli del 16 agosto 2025



