martedì 25 agosto 2026
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L'animale che vive di luce, il sacoglosso Ercolania viridis

Scopriamo i Sacoglossi, affetti da kleptoplastia, furto di cloroplasti


L''animale che vive di luce, il sacoglosso Ercolania viridis

Nel fitto delle praterie di alghe marine, lontano dagli occhi dei bagnanti distratti, si consuma uno dei furti biologici più affascinanti del pianeta. A prima vista, le creature protagoniste di questa storia potrebbero sembrare piccoli nudibranchi o comuni lumache di mare. In realtà, appartengono a un ordine completamente diverso e dotato di veri e propri "superpoteri" evolutivi: i Sacoglossi (ordine Sacoglossa).



Come si nota dall'esemplare nella foto, questi molluschi gasteropodi mostrano una livrea che va dal verde brillante al marrone dorato, dominata da strutture ramificate chiamate cerati. Ma dietro questo aspetto delicato e mimetico si nasconde un segreto biologico unico nel regno animale.

L''animale che vive di luce, il sacoglosso Ercolania viridis

La caratteristica più straordinaria dei Sacoglossi è la loro capacità di compiere la fotosintesi clorofilliana, un processo normalmente riservato al mondo vegetale.
Mentre l'uomo e gli altri animali devono consumare cibo per ottenere energia, alcune specie di sacoglossi (come quelle appartenenti ai generi Placida, Elysia o Ercolania) riescono a "vivere di luce". Questo fenomeno prende il nome scientifico di kleptoplastia (letteralmente, "furto di plastidi").
Ma come funziona il meccanismo?
Il sacoglosso si nutre perforando la parete cellulare delle alghe marine (spesso del genere Caulerpa o Codium). Sifona il contenuto cellulare ma, anziché digerire tutto, seleziona i cloroplasti (gli organelli responsabili della fotosintesi) e li mantiene intatti. I cloroplasti vengono inglobati nelle cellule dei cerati e dei diverticoli digerenti (ben visibili come venature scure nella foto). I cerati sono strutture semitrasparenti a forma di foglia o tubicino sul dorso e contengono all'interno i diverticoli della ghiandola digerente, colorati di verde/marrone.

L''animale che vive di luce, il sacoglosso Ercolania viridis


L''animale che vive di luce, il sacoglosso Ercolania viridis

Una volta posizionati sul dorso, i cloroplasti continuano a funzionare per settimane o addirittura mesi, producendo zuccheri e nutrimento per il mollusco direttamente dalla luce solare.

L''animale che vive di luce, il sacoglosso Ercolania viridis

A differenza dei loro cugini Nudibranchi — che sono rigorosamente carnivori e cacciano spugne o anemoni — i Sacoglossi si sono evoluti per essere perfetti "succhiatori" di alghe. La loro anatomia microscopica è un capolavoro di bioingegneria: la lingua dei molluschi, chiamata radula, nei sacoglossi è modificata. Possiede una sola fila di denti affilati come spilli, perfetti per praticare un minuscolo foro millimetrico nella cellula dell'alga senza distruggerla, agendo come una cannuccia.
Osservando attentamente il capo dell'animale, si notano due piccoli punti neri. Sono gli occhi, posizionati proprio alla base dei rinofori (le "antenne" chemio-sensoriali). Questa disposizione anatomica ravvicinata è un tratto distintivo fondamentale per i biologi marini durante l'identificazione sul campo.

L''animale che vive di luce, il sacoglosso Ercolania viridis

Le dimensioni ridotte (spesso pochi millimetri o centimetri) non devono trarre in inganno: i Sacoglossi svolgono un ruolo ecologico cruciale. Controllano la proliferazione di alcune alghe infestanti e rappresentano un tassello fondamentale nella catena trofica dei micro-habitat costieri.
Inoltre, la loro straordinaria capacità di mantenere vivi i cloroplasti fuori dalle cellule vegetali è oggi oggetto di intensi studi genetici e biotecnologici. Capire come il sistema immunitario di una lumaca riesca a tollerare e sfruttare un organello vegetale senza distruggerlo potrebbe aprire scenari incredibili nella bioingegneria del futuro.

L''animale che vive di luce, il sacoglosso Ercolania viridis

La prossima volta che guarderete un ciuffo d'alga sul fondo del mare, ricordate che tra quei filamenti verdi potrebbe nascondersi un piccolo sacoglosso: il minuscolo pannello solare vivente dell'oceano.



L'ipotesi è che si tratti di un'Ercolania cft. viridis (o un'altra specie affine del genere Ercolania, come Ercolania kencolesi o Ercolania coerulea), sia per la forma dei cerati che nel genere Ercolania sono più rigonfi e clavati , sia per gli occhi ben definiti, ben visibili e situati in un'area più chiara e priva di pigmento sul dorso del capo,e infine perchè Ercolania viridis è una specie autoctona del Mar Mediterraneo e vive proprio legata ad alghe verdi filamentose (come Bryopsis o Cladophora), che a Ostia abbondano.

L''animale che vive di luce, il sacoglosso Ercolania viridis


L''animale che vive di luce, il sacoglosso Ercolania viridis


L''animale che vive di luce, il sacoglosso Ercolania viridis


L''animale che vive di luce, il sacoglosso Ercolania viridis


L''animale che vive di luce, il sacoglosso Ercolania viridis


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