mercoledì 1 luglio 2026
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Il gamberetto con le chele da scorpione

Il gamberetto con le chele da scorpione

I piccoli architetti del lungomare: alla scoperta del microcosmo nascosto di Ostia



Quando pensiamo alla fauna marina di Ostia, la mente corre subito a telline, spigole o, per i più fortunati, ai delfini che si incrociano al largo delle Secche di Tor Paterno. Eppure, a pochissimi metri dalla riva, tra i ciuffi di alghe brune che ondeggiano nella risacca, si nasconde un universo microscopico tanto invisibile quanto affascinante.
Uno degli abitanti più ingegnosi e meno conosciuti di questo ecosistema è un Tanaidaceo, quasi certamente appartenente al genere Zeuxo.
A causa del corpo allungato e semitrasparente, lo si potrebbe scambiare per una minuscola larva di insetto o un comune anfipode (le celebri "pulci di mare"). Ma basta osservare la parte anteriore per notare il suo tratto distintivo: un paio di chelipedi, ovvero delle vere e proprie chele vigorose e sviluppate.
Queste appendici non servono solo a difendersi o a cacciare. Per il genere Zeuxo, le chele sono dei veri e propri utensili multiuso. Nei maschi adulti, in particolare, possono diventare enormi e sproporzionate, utilizzate come "armi" per combattere con i rivali e conquistare le femmine.
Una delle caratteristiche più incredibili di questi crostacei è la loro capacità di produrre seta. Grazie a speciali ghiandole situate sulle zampe, i tanaidacei secernono un filo viscoso simile a quello dei ragni.
Vivendo sulle fronde delle alghe brune – come la Cystoseira, che abbonda sugli scogli di Ostia – lo Zeuxo usa questa seta per impastare insieme granelli di sabbia, frammenti vegetali e detriti. Il risultato è un piccolo tubo protettivo, un "condominio" ancorato all'alga che protegge l'animale dalla violenza del moto ondoso tipico delle mareggiate tirreniche.
Sotto la lente del microscopio, il corpo di questo tanaidaceo rivela alcune sfumature rosate e fucsia. Questa colorazione non è casuale ed è strettamente legata alla vita nel nostro mare. Gli Zeuxo infatti sono gli spazzini del fondale. Si nutrono del "biofilm", una pellicola invisibile ricca di batteri, microalghe (diatomee) e frammenti di alghe rosse. I pigmenti di ciò che mangiano si riflettono direttamente attraverso la loro cuticola trasparente.
Nelle femmine, la colorazione intensa nella parte centrale del corpo può indicare la presenza delle uova custodite nel marsupio, una tasca ventrale dove la madre protegge i piccoli finché non sono pronti a esplorare il mondo esterno.
Animali come lo Zeuxo svolgono un ruolo ecologico cruciale. Da un lato, ripuliscono costantemente il substrato roccioso e le alghe dalla materia organica in decomposizione; dall'altro, rappresentano l'anello fondamentale della catena alimentare costiera, essendo il cibo preferito di piccoli pesci di scogliera come bavose e ghiozzi.

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