venerdì 26 febbraio 2021
La mia Ostia
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Fabrizio Ratto Vaquer

Fabrizio Ratto Vaquer

Riparte a singhiozzo la stagione estiva a Ostia, tra sequestri e maltempo, erosione e polemiche. L’incontro con il comandante della Capitaneria di Porto di Fiumicino, Fabrizio Ratto Vaquer, ci illustra le novità di quest’anno.

Riparte a singhiozzo la stagione estiva a Ostia, tra sequestri e maltempo, erosione e polemiche. L’incontro con il comandante della Capitaneria di Porto di Fiumicino, Fabrizio Ratto Vaquer, ci illustra le novità di quest’anno.

Sono iniziati i controlli su tutti i bagni?


Quest’anno i controlli sono iniziati molto prima della stagione estiva, in quanto già a dicembre abbiamo monitorato tutto il litorale, acquisendo la documentazione disponibile sia da parte delle amministrazioni che da parte dei gestori.

Come mai così in anticipo?


Ciò è dovuto alle situazioni di irregolarità accertate nell’anno precedente, in modo da poterle sanare e soprattutto per far emergere quelle regolari, poiché a mio parere è giusto sottolinearle. Le conclusioni ancora non le abbiamo in mano, ma stiamo cercando di verificare le irregolarità ripetitive, quali aggiunte non autorizzate, cambi di destinazione d’uso e pagamenti di canoni.

Ed il controllo della battigia?

Inizierà ora. Quello che quest’anno abbiamo voluto accentuare è una maggiore apertura e visibilità del fronte mare: strutture più snelle per una balneazione migliore, come per esempio rendere più visibili e accessibili le postazioni di salvataggio. In questo modo anche un’autoambulanza col suo personale può arrivare più facilmente. Tutte le postazioni, circa 235, sono segnalate con un numero progressivo appositamente, una ogni 100 metri.

Come è cambiato il nostro litorale?

Sta cambiando il turismo, molto più giornaliero piuttosto che stagionale o mensile. Sono quindi più redditizie le strutture leggere rispetto a quelle pesanti: si potrebbe pensare ad un ritorno a 40 anni fa.
Gli stabilimenti negli anni si sono appesantiti di strutture adatte al turismo annuale, perché si veniva da Roma appositamente per cercare un’oasi di relax. Tutt’oggi invece c’è un’osmosi maggiore con la cittadinanza di Ostia.
Anche il turismo straniero richiede una maggiore attenzione sulla sicurezza della balneazione: se mentre gli italiani, tra piscine e corsi, hanno mediamente imparato a nuotare, gli stranieri hanno maggiori difficoltà sia per il clima che per abitudini. I russi per esempio bevendo molto hanno potenziali rischi; cinesi e filippini, che sempre più stanno regolarizzandosi nel nostro paese, spesso non sanno nuotare e non si rendono conto della pericolosità del mare.
Stiamo promuovendo, soprattutto a livello degli stabilimenti, di incrementare e di puntare sul servizio di salvataggio, che deve diventare un valore aggiunto. Non scordiamoci che le concessioni venivano date non per costruire ristoranti o attività commerciali ma per fornire un servizio di sicurezza ai cittadini.

Il ruolo del bagnino deve essere sempre più attento e formato quindi?

Ogni anno facciamo tantissimi esami e corsi: c’è una grande richiesta. Nel campo marittimo si può lavorare già dall’età di 14 anni, inizialmente come bagnino o aiuto bagnino.
A Ostia abbiamo due modalità: ci sono gli stabilimenti che preferiscono avere ognuno il proprio bagnino perché si crea un rapporto fiduciario con loro. Altri invece hanno aderito al piano collettivo di salvataggio, come previsto nell’articolo 10 dell’ordinanza balneare. Si promuovono i servizi collettivi che rispettino sempre i 100 metri.
Quest’anno abbiamo abolito la pausa pranzo che aveva più senso una volta quando si pranzava con la lasagna. Adesso invece proprio in quell’ora c’è maggior afflusso. Questa decisione è stata molto criticata, anche se la sorveglianza a quell’ora andrebbe addirittura rafforzata: basta organizzarsi con gli stabilimenti vicini o all’interno del personale stesso della struttura.
Ritengo che bisognerebbe investire in servizi maggiori a questo livello, come un secondo bagnino che rimanga costantemente in acqua e controlli anche da mare la situazione.

La situazione di Castel Porziano e Capocotta è molto complicata quest’anno, cosa ci può dire a proposito?

Il Comune ha già approntato 4 postazioni di salvataggio iniziali e sta posizionando i cartelli di balneazione non sicura concordati tra Capitaneria di Porto e ANCI. Sarà sempre attivo il numero blu di Mare Sicuro il 1530 e il servizio da mare con gommoni e motovedette.
Per quanto riguarda i chioschi si sta cercando di riportarli alla loro struttura originale: sono stati infatti già concessi i dissequestri per lavorare in tal senso. Una riconversione dove si ripristinino solo i servizi essenziali e necessari.

Quale sarebbe la tipologia migliore di turismo per Ostia?

Come a Sabaudia per esempio, dove i lettini si affittano su strada e dove esiste una navetta che trasporta costantemente i bagnanti, vietando il parcheggio sulla litoranea. Qui a Roma però il problema sono i numeri: andrebbero individuati parcheggi di scambio come la stessa Via della Villa di Plinio.

Com’è cambiato il vostro lavoro negli ultimi anni sul nostro litorale?

E’ cresciuto in maniera esponenziale, perché si è voluto, con in accordo con l’Agenzia del Demanio, col Municipio e la Polizia locale, riorganizzare un database completo del demanio. Si è creata una rete sinergica che si concretizza nei nostri incontri settimanali. La nostra competenza è d’altronde molto ampia, da Passoscuro a Torre Astura.

Il vostro approccio è sempre più integrato con le realtà locali, grazie ai molteplici servizi che offrite. Promuovete sempre di più il vostro lavoro.

L’idea è quella di creare dei momenti di vicinanza con le Istituzioni. Tutto l’inverno facciamo lezioni nelle scuole di Roma e Rieti, che sono le province che mi appartengono, per sensibilizzare alle nostre tematiche, in quanto sia il Tevere fino a Castel Giubileo sia i laghi interni (come quello del Salto) appartengono al nostro controllo. Da qualche anno l’estate realizziamo dei campi giovani per ragazzi da 15 a 22 anni. Una settimana per avvicinare alla cultura del mare attraverso la partecipazione ad attività tese alla salvaguardia della vita umana in mare, alla protezione dell'ambiente marino e della fauna ittica ed alla conoscenza delle regole fondamentali per una navigazione sicura. Oltre a momenti di formazione teorica, è previsto anche lo svolgimento di manovre, simulazioni, esercitazioni e visite guidate.

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