venerdì 4 settembre 2026
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I tardigradi, gli animali del futuro

I tardigradi, gli animali del futuro

Scopriamo la vita di una goccia d'acqua



E se guardassimo al microscopio l'acqua di una pozzanghera, magari proprio quella di una buca del nostro manto stradale piuttosto che quella di una pozza nella pineta?
Scopriremmo un mondo affascinante ricco di vita e di sorprese che non ti aspetti.
Tra i più curiosi ma anche tra i più facili da trovare, data la loro estrema flessibilità nel vivere in condizioni estreme, sono gli orsetti d'acqua, i tardigradi, animali dalle 8 zampe che si muovono lentamente e goffamente.
"I ricercatori dicono che non si riesce a trovare un evento catastrofico che potrebbe interessare il nostro pianeta che possa distruggerli completamente. Non un asteroide, nemmeno l’esplosione di una supernova nelle vicinanze del nostro pianeta e neppure i micidiali raggi gamma, tipici di esplosioni di inusitata potenza che avvengono nell’Universo, potrebbero far scomparire completamente i tardigradi."
Secondo Rafael Alves Batista, della Oxford University: “È quasi certo che la vita sulla Terra può continuare a prolificare anche ben dopo di noi. I tardigradi sono molto vicini a quella che potremmo definire immortalità”.

Vivono soprattutto dove si trovano muschi e licheni oppure lettiere di foglie cadute. Il tardigrado è un eucariote invertebrato protostoma celomato che vive pressocchè ovunque grazie alla capacità di affrontare temperature estreme (dai -200 fino a 150 °C), stare per molti mesi senza ossigeno e addirittura decenni senz'acqua. Riesce a sopportare livelli di radiazioni mille volte superiori alla dose letale per noi uomini e sopporta molte sostanze chimiche tossiche. Sopravvive in alcol bollente e alla bassa pressione del vuoto, come nello spazio; anche a pressioni molto elevate, fino a sei volte maggiore rispetto a quella che si trova nella parte più profonda dell'oceano.
Sono stati osservati in tutti i continenti, Antartide inclusa, e a tutte le altezze, dalle zone oceaniche abissali ad altezze superiori ai 6000 metri in Himalaya.
La maggioranza delle specie si nutre di cellule vegetali. Vi sono però anche forme predatorie, il cui cibo è fornito da Protozoi, Rotiferi, Nematodi e anche da altri tardigradi.

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