Perché il mare di Ostia cambia trasparenza da un giorno all’altro
Stamattina ho fatto l’errore di andare al mare per fare foto subacquee senza controllare i dati-meteo, soprattutto il vento come stesse spirando
Ieri e l’altro ieri a Ponente, con il grecale (debole, intorno agli 8km/h) il mare risultava sorprendentemente limpido. Il fondale era ben visibile e le riprese sott’acqua hanno restituito un buon livello di dettaglio.
Oggi, con scirocco e condizioni apparentemente simili in superficie, sotto il Pontile la situazione è cambiata: acqua più grigiastra e perdita netta di nitidezza, nonostante mare quasi piatto e assenza di onde significative.
La differenza non sembra legata al moto ondoso. Più probabilmente è cambiata la massa d’acqua presente sotto costa, con correnti che possono trasportare sedimenti finissimi e materiale in sospensione. A Ostia, anche variazioni leggere nella circolazione possono produrre effetti molto evidenti sulla trasparenza.
In queste ore il vento è aumentato fino a circa 12 km/h: non si tratta di valori elevati, ma sufficienti a mantenere in sospensione il materiale più fine nei bassi fondali e a rendere ancora più evidente la differenza di visibilità rispetto ai giorni precedenti.
Quando poi i vento diventano occidentali a Ostia, è frequente osservare un peggioramento della trasparenza. Anche senza mare mosso evidente, questi venti tendono a favorire il rimescolamento dei fondali sabbiosi e la messa in sospensione di particelle fini, con un effetto cumulativo che può durare per giorni. In un sistema costiero poco profondo e dinamico come questo, basta poco per ridurre sensibilmente la limpidezza dell’acqua.
Resta comunque interessante osservare come la trasparenza del mare non dipenda solo da ciò che si vede in superficie, ma da un equilibrio delicato tra vento, correnti e condizioni dei giorni precedenti. Anche il tratto costiero è influenzato, in parte, dalla dinamica legata alla foce del Fiume Tevere.
E poi cambia anche durante la giornata. La mattina è sempre più limpida, un comportamento abbastanza tipico, soprattutto in acque costiere basse e sabbiose come quelle di Ostia.
La maggiore limpidezza del mattino dipende da una combinazione di fattori: durante la notte il vento spesso cala e la superficie si stabilizza, diminuisce il rimescolamento del fondale e le particelle tendono a depositarsi leggermente, il traffico umano (bagnanti, moto d’acqua, piccoli movimenti in acqua bassa) è nullo, la luce radente del mattino può dare una percezione ottica di maggiore trasparenza.
Poi, nel corso della giornata, basta poco per peggiorare la situazione: aumento termico e piccole brezze che si attivano nelle ore centrali, più movimento in acqua bassa che rimette in sospensione la sabbia fine, progressivo accumulo di particelle già presenti nella colonna d’acqua.
Il risultato è che spesso si parte da una finestra “buona” al mattino e si scende gradualmente verso una maggiore torbidità nel pomeriggio, anche senza cambiamenti evidenti del mare visto da riva.
Regola pratica per chi fotografa sott’acqua qui a Ostia: non guardare solo il mare del momento. La visibilità si “decide” spesso tra le 24 e le 72 ore precedenti. Direzione e persistenza del vento contano più della calma apparente in superficie, e piccoli cambi di quadrante possono ribaltare completamente la resa fotografica anche senza mare mosso evidente. Se trovi una buona trasparenza all’alba, è spesso la finestra migliore: più passa il tempo, più aumenta la probabilità che anche una calma apparente diventi una leggera foschia sott’acqua
di Aldo Marinelli del 01 giugno 2026



