Le mareggiate emulsionanti
Scopriamo la causa delle massicce schiume persistenti durante le mareggiate
Le foto della schiuma al pontile di sabato mattina, hanno riaperto il dubbio di come possa originarsi questa massa biancastra a volte marrone.
Nel corso di questi oltre 12 anni della pagina ho documentato più volte il fenomeno qui a Ostia.
I venti meridionali a Ostia creano, quando sono molto forti, delle vere burrasche emulsionanti: il mare agitato incorpora aria e “monta” sia i tensioattivi dei saponi sia le sostanze organiche rilasciate dalle alghe in decomposizione, trasformandoli in una schiuma densa che si accumula sulla spiaggia.
Ricordiamo che in termini scientifici, un’emulsione è una dispersione più o meno stabile di un gas sotto forma di minuscole bollicine, fase dispersa, all’interno di un liquido non miscibile, fase continua. Nel nostro caso l’aria viene intrappolata nell’acqua arricchita di composti organici e tensioattivi, stabilizzando le bolle proprio come accade in cucina quando si monta una salsa.
Dal punto di vista organico sono le alghe verdi della famiglia delle Ulvaceae e le microalghe della classe delle Diatomee che liberano proteine e polisaccaridi comportandosi come tensioattivi naturali. A questi possono sommarsi sostanze di origine antropica provenienti dagli scarichi. Il risultato è una schiuma compatta, talvolta scenografica, che ricorda la neve.
La sua persistenza dipende dalla concentrazione dei tensioattivi, dalla salinità e temperatura, dalla dimensione media delle bolle e dall'eventuale presenza di particolato fine che può rinforzare lo strato limite superficiale.
Rappresenta quindi uno spettacolo insolito, sospeso tra dinamiche naturali e segni della presenza umana.
E se si hanno dubbi sulla naturalità della schiuma basta basta analizzare alcuni indicatori ambientali. La schiuma naturale tende infatti a essere biancastra o leggermente beige, priva di odori chimici marcati, più abbondante dopo mareggiate e fioriture.
Colorazioni anomale, odori pungenti o presenza persistente in assenza di mare mosso possono suggerire apporti inquinanti.
di Aldo Marinelli del 18 febbraio 2026



