venerdì 16 novembre 2018
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Finalmente un luogo pubblico alla memoria dedicato a Simeone Nardacci

Il 26 luglio 2018 è passata all’unanimità la proposta di intitolare il rondò di via Capo Passero alla memoria del giovane, vittima della cattiveria umana




Finalmente un luogo pubblico alla memoria dedicato a Simeone Nardacci


Si conclude positivamente un percorso durato tantissimi anni, in cui si richiedeva un ricordo degno del piccolo Simeone, vittima giovanissima di un uomo e di una società degradata dell'Ostia anni 90, morto all'interno della Tenuta di Procoio.
Ma quale è stato il lunghissimo percorso che ha portato il consiglio municipale del 26 luglio 2018 ad approvare finalmente il progetto?
Stefano Di Tomassi, fondatore dell'Associazione La Ciurma, centro Socio Pedagogico di Ostia (presso la Scuola Segurana, Piazza Bottero 2), ci spiega tutte le fasi più importanti:
"Dopo la morte del piccolo Simeone la società civile reagì con azioni sociali che presero il nome di Centro Simeone N. nelle quali diverse cooperative e realtà locali fecero rete utilizzando i fondi di una legge che venne istituita per la tutela dei minori e adolescenti. Terminato il finanziamento tutto però cadde nel dimenticatoio.
In questo percorso non venne coinvolta la famiglia del piccolo e rimasero interventi pressoché locali, anche se molti significativi. Aldilà dei finanziamenti ci sono realtà nobili che si prestano per le famiglie e i bambini gratuitamente e con lo spirito di Servizio e di Missione.

Perchè in quel momento non si volle coinvolgerli?
Le sabbie mobili che avrebbero letteralmente ingoiato questa faccenda non sono dovute, come alcuni dicono, al dolore e alla tragedia, quanto invece al fatto che Simeone ha sempre messo in mostra le piaghe di un sistema politico istituzionale e sociale di cui il piccolo rimase vittima e le grandi responsabilità di realtà che a vario titolo avrebbero dovuto tutelare i giovani sui territori, in prossimità diremo adesso, con strumenti, che ancora spesso non ci sono, con nuove soluzioni che ancora non vengono proposte, perché minerebbero lo statu quo e gli equilibri di ciascun istituto.
Per questo si è fatto di tutto per mantenere 'sotterrato e nascosto' Simeone.

Cosa è successo allora?
Nel 2009/10 il PROGETTO P.A.C.I.S. Un Ponte tra i Cuori (P.rogetto A.ggregazone C.ulturale. I.nclusione S.ociale) e La Ciurma Associazione, che lo capitanava (e che poi proseguì l'impegno con la Rete Pacis In Terris,scadendo il bando e il mandato istituzionale), si diede l'obiettivo di recuperare l'identità del territorio ostiense recuperando tutte una serie di realtà tenute ai margini: religioni e culture, la separazione tra chiese e parrocchie, il lavoro sul sociale di rete, scoutismo per tutte le realtà culturali e di fede.
Per forza di cose non poteva che essere assunto come una delle due persone simbolo di questa eredità e di questo messaggio che faceva nuove tante cose e che veniva da un passato estremamente scomodo ma significativo per le radici di Ostia, Simeone Nardacci. L'altro emblema per noi (che diede il nome al Progetto Pacis "UN PONTE TRA I CUORI" descrivendo quello che Ostia potrebbe essere nel suo valore di capacità di relazione tra le magnifiche diversità inter culturali presenti) è lo scout Mauro Muzzioli (ma questa è un'altra storia Link).
Progetto PACIS e la Ciurma partirono anzitutto con l'obiettivo del coinvolgimento della famiglia di Simeone per un percorso da fare insieme. Si voleva creare un luogo dove pregare e ricordarlo nel giorno della sua scomparsa (un Memoriale all'interno della Pineta, un luogo abbastanza privato) e contemporaneamente dare a Simeone l'opportunità di avere un luogo pubblico nella cittadina per lanciare un messaggio alle Istituzioni, alle Famiglie e ai Bambini.

Fu difficile portare avanti questo discorso?
La cosa iniziò a presentare da subito tutta la sua difficoltà, quando una coltre di nebbia burocratica istituzionale si venne a creare anche solo per rinvenire il luogo della tragica scomparsa nella pineta.
Nessuno sapeva. Nessuno ricordava bene. Un muro di oblio che ancora alcuni tendono a porre. Una barriera di Ostracismo e Isolazionismo che mette davvero i brividi. Fino ad arrivare al diretto pronunciamento di un politico locale che ci dichiarò direttamente: “Questa storia deve essere dimenticata per sempre perché Ostia deve essere il Mare di una grande Roma, la Città Eterna e Capitale, il luogo dello svago dei romani e dei turisti”.
Ci consola che questo politico ora guarda il suo grande mare dalle sbarre del carcere e noi ancora siamo qui a riconoscere nel bambino ucciso dai nostri 'errori socio istituzionali' la via di una Salvezza che è il cambiamento di una cittadina e il messaggio di speranza e di bellezza che emana a Roma e a tutti.

Chi riuscì a portare avanti tutto il progetto?
In quei mesi erano attivi in servizio presso la Ciurma Associazione i cosiddetti Capiscout della Partenza, Capiscout che hanno compiuto la loro Promessa all'interno degli Iter delle Organizzazioni tout-court ma che si censiscono con la Ciurma perché sono in "Missione Sociale", non in servizio in Unità nelle associazioni metodologiche nazionali, ma semplicemente a disposizione della società locale attraverso vari interventi o anche con i propri talenti messi a disposizione.
Come obiettivo ci eravamo dati quello di individuare il luogo della scomparsa di Simeone. Dopo aver ricercato a destra e manca lo trovammo, piantammo la nostra Orifiamma e quell'immagine significativa è poi stata riportata nel libro "Il timone la croce il giglio" edito da Galassiarte e che spiega quello che viene chiamato il Metodo del Timone. In quel posto, accampandoci varie volte con le tende, iniziammo a bonificare e a pulire da erbacce e arbusti. Il Municipio ci diede la possibilità documentale di preoccuparcene ed allestire un semplice memoriale.


Un luogo veramente importante, che è diventato un punto di riferimento?
Da quel giorno ogni 19 Luglio ricordiamo lì, con la preghiera, Simeone. Da quel giorno anche la Chiesa si è avvicinata a questo appuntamento, forse sia per l'attenzione che ha iniziato a intraprendere verso questi piccoli violati e sia anche perché crediamo abbia riconosciuto il fatto di essere rimasta distante alle realtà di questi poveri ed emarginati, presa dalla sua organizzazione esterna troppo spesso separata dai contesti e impermeabile alle realtà contingenti. Cambiamenti che grazie a Dio specialmente questo grande Pontificato di Papa Francesco sta ovviando con forza ma con quelle resistenze di chi vuole comunque rimanere in una dimensione aldilà delle piaghe di Cristo, della passione che si perpetra nel quotidiano lì dove ci mostra i luoghi e gli avvenimenti dove è concretamente e vorrebbe che noi ci fossimo.

Ti ricordi di quel giorno del 19 luglio 1998?
In quei giorni della morte di Simeone ero a preparare l'attività per una trentina di bambini scout, tutti figli di belle e benestanti famiglie, e a soli 100 metri dal fatto quando stava capitando. Nessuno di noi sapeva nulla e nemmeno era sensibilizzato a sapere. A noi interessavano quei 30 bambini buoni belli e amati già da tutti mentre a pochi metri un bimbo come loro veniva preso a badilate e sepolto vivo. Questo credo che il Signore l'abbia visto, abbia sentito il Grido e poi abbia deciso di cambiare le cose...

Tornando ai fatti. Come è proseguito il percorso di questa intitolazione del rondò?
Da lì nel 2012 la famiglia di Simeone insieme a sempre più volontari, ai Sacerdoti, a qualche politico che si avvicinava al fatto, è riuscita a porre una piccola costruzione, la Vela e a denominare quel posto 'Sentieri di Speranza' dai viottoli che da quel luogo si diramano e sembrano portare proprio verso la strada, il commissariato a soli 50 metri, la parrocchia a 100 e alle scuole a 500... La Vela costruita da Cristiano Muti, abbracciata da Cassandra Nardacci, quel giorno fu benedetta e voleva riprodurre stilizzata l'Orifiamma dei Capi Scout nel momento che venne piantata nel terreno ritrovato, il luogo del 'martirio' del piccolo Simeone. Poi divenne il simbolo dell'Associazione La Ciurma, del vento che muove lo Spirito della Missione Sociale personale e sociale e anche il simbolo di una Presenza, di un Vento che è la voce di Dio e che anche quando nessuno è presente a vedere le ingiustizie poi si muove, Provvede. Nuovamente poi si accende nel corso degli anni la forza per far intitolare una piazzetta, un rondò, un parchetto...
Un'autrice del nostro territorio Valentina Rizzi scrive un libro "Il tesoro di Simeone" suggerendo che esso è proprio la Rete Locale Sociale e Pedagogica.

Si susseguono le amministrazioni, ciascun politico annuncia come imminente la cosa, la famiglia e gli amici sono trepidanti... Niente.
Fino all'amministrazione e alla compagine politica, poi decaduta per mafia, che aveva assolutamente dato per imminente. Niente.
Calò uno scoramento e un buio sulla famiglia del piccolo.
Non per gli eredi del Progetto Pacis. La Pace in Ostia, la sua rappacificazione profonda doveva passare per Simeone, per la Memoria, per questo piccolo 'agnellino sacrificato' che ancora ogni volta faceva vedere come se si è scomodi il sistema non ti segue...
Chi segue questa vicenda spesso ha pensato al memoriale di Pasolini, al fatto che questo personaggio venga ricordato come monito contro la violenza culturale, politica, istituzionale. Ma in qualche modo fu la vittima di una sorta 'di guerra' culturale, lui era un 'soldato della cultura' ed è caduto. Intorno a lui poi si è via via schierata una moltitudine di militanti, di gente che si è giustamente schierata. E allora poi è venuto il ricordo, anche come senso di vendetta, di rivalsa.
Ma non c'era volontà per un martire come Simeone, uno che ha solo subito, che non si è difeso, che non era in guerra, che non faceva parte di un esercito di cultura. Semplicemente vittima nascosta e da nascondere.

Arriviamo ad oggi. Il 19 luglio 2018 abbiamo assistito ad un momento veramente importante?
Il Vescovo Paolo Lojudice, delegato da Papa Francesco, prega sul luogo della pineta.
Ci sono tanti amici e diversi consiglieri e istituzioni.
Nella preghiera si ricordano anche quelli che possono essere gli strumenti istituzionali da porre in essere, perché Simeone non è solo una sensibilizzazione, ma un richiamo a creare azioni, a strutturare un modello nuovo, a mettere spalle al muro quella società che di fatto ha contribuito alla sua morte. Garante per l'infanzia Locale, Centri Diurni pomeridiani stabili e municipalizzati, utilizzo di ore di programmazione settimanale dei docenti per andare a trovare i bambini nelle loro case, unità di strada educative nei parchetti pubblici, integrazione tra parrocchie, integrazione tra centri di culto e così via.


Finalmente un luogo pubblico alla memoria dedicato a Simeone Nardacci


Finalmente un luogo pubblico alla memoria dedicato a Simeone Nardacci


Qualcosa quel giorno vi ha stupito?
Quel giorno troviamo misteriosamente l'albero dove sorgeva la baracca della morte, svuotato dei rami all'interno. Fino all'anno precedente era coperto e dentro a quel luogo era simile ad una grotta, a un sepolcro. Invece quest'anno la luce entrava.
Lo scorso anno alcuni giovani hanno colorato la vela di verde speranza e anche quello lo abbiamo scoperto per caso il giorno 19. Poi si sono rivelati.
Il 19 luglio il Vescovo insieme al gruppo della Ciurma di Rinaldo ha espresso il desiderio che venisse costruita una Via Crucis "scout", dal Memoriale la Vela fino alla strada, alla scuola, alla chiesa, al commissariato.

Arriviamo poi al consiglio del 26 luglio 2018?
E'stato il Consiglio Municipale (che potete vedere nel video che ho girato quel giorno con tanti bellissimi interventi che sembrano davvero darci una speranza definitiva e che mostra da subito la sua straordinarietà iniziando non con le roboanti parole della politica ma con le lacrime e l’emozione di un consigliere), a far sì che il rondò presso il Mercato Via Capo Passero finalmente possa essere il simbolo che la Luce di Simeone non è stata soffocata nel buio di un bosco ma che è venuta fuori a illuminare i nostri Cuori e la nostra Storia.
Da alcuni consiglieri anche l'idea di far corrispondere alle stazioni della Via Crucis, che potrebbero terminare proprio al Rondò Pubblico, l'attualizzazione sui diritti universali dei fanciulli elaborata magari dai ragazzi della futura consulta giovanile del municipio composta ovviamente da giovani di ogni estrazione culturale e religiosa.
Sarebbe un capolavoro di Simeone."




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