lunedì 18 novembre 2019
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La Comunità di Sant’Egidio di Ostia

Incontriamo Rinaldo Piazzoni, responsabile della Comunità di Sant’Egidio di Ostia, una realtà importante sul nostro territorio, che lavora a servizio dei più disagiati da tantissimi anni.


La Comunità di Sant’Egidio di Ostia


Quali sono le attività che vi caratterizzano e vi impegnano maggiormente?
“Preghiera, poveri, pace”: queste tre parole, pronunciate da Papa Francesco il 15 giugno 2014 nella Basilica di Santa Maria in Trastevere, visitando la nostra Comunità, sintetizzano meglio di ogni altro discorso la presenza di Sant’Egidio nel mondo.
Anche a Ostia (e nel X Municipio), la presenza della Comunità di Sant’Egidio, che è iniziata negli anni ’70, si caratterizza allo stesso modo.
Nella nostra Chiesa di Lungomare Paolo Toscanelli 184 (la piccola chiesa dell’ex Vittorio Emanuele) la Comunità celebra la Liturgia eucaristica la domenica e si riunisce durante la settimana per la preghiera.

La Comunità di Sant’Egidio di Ostia

Ci sono in particolare due momenti speciali di preghiera durante il mese a cui vorremmo invitare tutti: la Preghiera per i malati, il secondo mercoledì e la Preghiera per la Pace, l’ultimo venerdì di ogni mese.
Sin dalla sua nascita la Comunità di Sant’Egidio ha scelto di essere amica dei poveri, mai considerati come un ”problema sociale”, ma come amici, fratelli, parte della nostra famiglia, provando ad imitare Gesù, Buon Samaritano che si ferma ad aiutare chi è mezzo morto per la strada. I poveri fanno davvero parte della vita della Comunità. Una presenza che è cresciuta in questi ultimi anni, anche per l’aumento della povertà che ha colpito tanti anche nella nostra città.
E poi noi crediamo nel dialogo con tutti, nella convivenza tra persone e generazioni diverse, nel lavoro per la pace, che non è solo lottare contro le guerre, ma è costruire concretamente una città a misura di tutti, dove si possa vivere insieme e in amicizia contro ogni indifferenza ed egoismo.

Quali le criticità di questo volontariato, soprattutto in questi periodi?
Non parlerei di criticità: se infatti è sicuramente vero che la crisi, come dicevo, ha colpito più persone in questi ultimi anni, è anche vero, e ci piace dirlo e sottolinearlo, che il numero delle persone che si sono offerte di collaborare con noi è aumentato in questi ultimi tempi e non diminuito.
Le persone vogliono volentieri aiutare chi è in difficoltà, e forse la crisi ha aiutato tanti ad essere più sensibili.

Quali le prospettive per il futuro per una Comunità come la vostra?
Noi ci consideriamo una comunità senza mura e senza confini, un piccolo popolo dentro la città di Ostia e vorremmo contribuire, per quanto possiamo, a rendere migliore la vita di tutti, soprattutto di chi è più povero, più solo e più in difficoltà. Abbiamo sempre pensato che Ostia (che significa “porta”), possa diventare una città sempre più aperta, un esempio di accoglienza, amicizia, convivenza. Per questo vogliamo lavorare, non da soli, ma con tutti.

Quali sono i dati numerici del vostro operato qui a Ostia?
E’ sempre difficile fare dei numeri. La nostra presenza ad Ostia, e nel territorio del X Municipio, comunque in questi anni è cresciuta, e oggi la nostra Comunità raccoglie diverse centinaia di persone di tutte le generazioni e condizioni. Un piccolo popolo che vive vicino a chi ha più bisogno, con la Scuola della pace per i bambini, con i giovani studenti, con gli stranieri della Scuola di lingua e cultura italiana, con gli anziani che vivono a casa o negli istituti di questa zona, con le persone con disabilità anche con il Laboratorio di arte, con le persone senza fissa dimora, gli amici che vivono per strada…. Una presenza amica e radicata nella città, un popolo, il popolo di Sant’Egidio …

Ha qualche storia da ricordare in particolare?
I racconti potrebbero essere tantissimi: al nostro tradizionale Pranzo di Natale con i poveri, che a Ostia ha raccolto nella nostra chiesa il 25 dicembre scorso circa 500 persone, la frase più comune che si poteva ascoltare era: “Davvero questo è il Natale più bello che ho vissuto” e lo dicevano non solo i poveri che erano stati invitati al pranzo, anziani, senza dimora, immigrati…, ma anche le persone che erano venute ad aiutarci. Davvero da noi, come ci ha detto Papa Francesco, “chi serve si confonde con chi è servito”, e questa è per noi l’immagine più bella della Comunità e del mondo che vorremmo.


Comunità di sant’Egidio di Ostia
Lungomare Paolo Toscanelli 184
santegidio.ostia@gmail.com


Intervista rilasciatami ad aprile 2015


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