sabato 20 gennaio 2018
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Hops, più che un pub...

Dal 27 dicembre 2016 ha aperto un nuovo pub in via Claudio 34 a Ostia: il suo nome è Hops ed è gestito da fratello e sorella, Massimiliano e Giorgia. Andiamo con loro alla scoperta di questa nuova realtà in cui serietà, professionalità e attenzione per il cliente sono all’ordine del giorno.


Hops, più che un pub...

Come mai aprire un locale come questo?
"Abbiamo voluto questo piccolo locale per rilanciare il vero significato che ha un pub irlandese o inglese: un posto di partenza o di ritorno da una serata qualunque, un luogo di ritrovo dove spezzare la monotonia della giornata, dove trovi degli amici sia nei gestori che nei vari clienti.


Hops, più che un pub...

Il tutto accompagnato da un’ottima birra spillata con la giusta quantità di anidride carbonica. In questo momento serviamo 25 differenti tipi di birra ma il nostro intento è arrivare almeno a 100. Non vengono scelte birre prettamente commerciali a grande distribuzione ma quelle più artigianali, in cui rimanga la vena dell’artigiano che le produce. Le birre vengono prima analizzate da noi: ne sentiamo il profumo, l’aroma, la qualità. Stiamo cercando di abituare alla novità, ai prodotti meno conosciuti. E’ normale la prima volta ordinare una birra di marca, per rimanere sul sicuro. Man mano che ci conoscono e prendono fiducia però ci chiedono: ”Cosa ci fai provare oggi di nuovo?”


Hops, più che un pub...

Ad Ostia c’era bisogno di un pub come questo: purtroppo ci sono pochi posti dove viene spillata birra nella giusta maniera".

Ovviamente non si beve solamente?
“Serviamo cibo il più possibile originale: taglieri di affettati (tra cui la coppa) e formaggi come quello di Pienza, pagnottine ripiene, rose di pastasfoglia e patate, spiedini di mortadella e fichi secchi, pollo disossato, pizza a lievitazione di 24h. Mi piace cambiare ogni giorno e sperimentare. Per esempio cucino delle costine di maiale, lasciate marinare dalla sera prima nellla birra, miele, alloro e bacche di ginepro. L’altra sera ho cucinato una pizza con radicchio cotto nella birra di alta quota di Rieti, mozzarella e taleggio.”


Hops, più che un pub...



Hops, più che un pub...



Hops, più che un pub...

Il cibo viene tutto preparato da Massimiliano tranne i dolci in cui è la moglie a dare un aiuto: tiramisù, birramisù rigorosamente con i pavesini imbevuti nella birra rossa, crumble, crostata con mele, uvetta e pistacchi.


Hops, più che un pub...


Perché avete scelto proprio via Claudio?
"Perché è il centro di Ostia, ma meno frequentato rispetto a Piazza Anco Marzio. Ci piacerebbe allargare la passeggiata dei romani e degli stessi abitanti di Ostia, creando anche una rete con gli altri commercianti. Pensa che mi faccio fare appositamente dal forno qui accanto, il mitico Grieco, una pagnottina compatta che svuoto, riempio di formaggi misti e speck o verdure e che poi metto in forno per servirla calda".


Hops, più che un pub...


Ed un locale così piccolo è stata una vera e propria esigenza?
"Si, perché per creare un rapporto con il cliente, più piccolo è meglio è. Abbiamo 20 posti e ciò ci da la possibilità di gestirlo al meglio, anche se sei indaffarato a preparare i taglieri o a spillare la birra, di avere un contatto diretto e molto vicino.


Hops, più che un pub...


Hops, più che un pub...

Tra questi 20 posti c’è una parte superiore, quella dei cuscinoni. Avendo trovato già un soppalco, abbiamo deciso di sfruttarlo in maniera ancora meno informale di quello che è già Hops. Qui ti siedi sui cuscinoni, ti ascolti la musica con la birra in mano, puoi fare il romantico con la tua ragazza o discutere con un amico. Tra i ragazzi ho già notato l’abitudine di salire almeno una volta durante la serata: è diventato uno spazio ambito, perché diverso dal solito. Ci stiamo attrezzando anche con dei cubotti di legno per poterci mangiare".


Hops, più che un pub...


Hops, più che un pub...


Perché chiamarlo proprio Hops?
"Hops in inglese significa “luppolo”: cercavamo un nome piccolo come il pub e che colpisse. Sul logo compaiono i fiori del luppolo e una pin-up con la mano davanti alla bocca come a dire “hops siamo piccoli, usciamo fuori con la testa e ci rialziamo sempre” come la frase che trovate qui scritta, soprattutto dopo aver bevuto tanta buona birra. La pin-up prende spunto dalla carta da parati che sta sotto la scala e che abbiamo già trovato qui: una sorta di scaramanzia".


Hops, più che un pub...


Hops, più che un pub...


Hops, più che un pub...


Come gestire chi beve troppa birra?
"E’ difficile gestire un ubriaco: può essere molto spiritoso e allora lo assecondi e cerchi di farlo smettere di bere. Esiste poi l’ubriaco molesto che invece tenti di accompagnare fuori sperando che non ci creino problemi. Quasi sempre arrivano nel locale già con troppo alcol in corpo: qui abbiamo un’autocoscienza. Il bere troppo ci disturba; non abbiamo aperto un pub per vendere alcol a prescindere, ma per far degustare birra nel suo valore. Non abbiamo interesse nel far esagerare il nostro consumatore.
Sin dall’apertura abbiamo cercato di mettere dei paletti, per far capire qual è la nostra maniera di avere il pub: avviene quindi una scrematura naturale di persone. Abbiamo aperto per tutti, l’importante è che rispettino il nostro lavoro e alcuni valori: non sono tollerati per esempio gli schiamazzi all’uscita del locale ne urla o comportamenti scorretti nel locale stesso".


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Perché una gestione familiare?
"E’ una scelta: finché il pub non ha una sua identità non è possibile metterci personale esterno. Come tutti i lavori, si deve fare con amore: in una microrealtà devi trasmettere tanto per farsi scegliere: chi più dei proprietari può fare ciò?"


Hops, più che un pub...


Nel locale tutto l’arredamento è stato realizzato da Massimiliano, che si dimostra quindi un uomo eclettico e dalle mani d’oro.



Hops, più che un pub...


Hops, più che un pub...

“Volevo una cosa diversa dal solito, che fosse al tempo stesso moderna ma che richiamasse il classico. Avevo visto il disegno di questi tavoli a Milano. Lavoravo di giorno, la sera rimettevo a posto il locale e la notte nella falegnameria di casa creavo tavoli e panche. Lavorare il legno è sempre stato il mio hobby ma anche il mio primo mestiere: mio nonno mi ha lasciato tutti i suoi vecchi macchinari. Avevo tante vecchie palanche, che ho tutte levigato, squadrato e incollato tra loro.
Tuttora il mio lavoro “diurno” è quello di fare ristrutturazioni edili e commerciali".

Ma allora quando dormi?

"Dalle 3 alle 6,30: quando sei impegnato in una cosa che ami lo fai volentieri, e per fortuna la mia famiglia è paziente, la moglie e i tre figli".

Create degli eventi settimanali o speciali?
"Ogni martedì e giovedì abbiamo un prezzo speciale per la birra, mentre il mercoledì è possibile prendere la birra in uno speciale boccale che è possibile personalizzare e lasciare qui sempre a disposizione del suo proprietario. Sotto compare il suo numero e sul registro nel pub scriverà come lo ha personalizzato.


Hops, più che un pub...



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Hops, più che un pub...

Abbiamo appena fatto un evento solidale con il birrificio del carcere Regina Coeli, “Vale la pena” e il 17 marzo ci sarà l’evento legato a San Patrizio in cui serviremo la birra verde (grazie ad un colorante alimentare).
I nostri clienti possono anche mandarci sulla nostra pagina Facebook delle frasi e le più belle le scriviamo sul bancone; un’apertura totale verso l’interazione".

Pagina Facebook: Hops Birreria (Link)
Riferimenti telefonici:
065601457 - 3348376629 -3317692313
Giorno di chiusura: lunedì


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