giovedì 22 febbraio 2024
La mia Ostia
facebook youtube instagram twitter pinterest

Matteo Musella

Matteo Musella

Un giovane bagnino di Ostia, sempre vissuto nella nostra città, porta avanti un mestiere comune qui sul litorale

Sono nato a Roma nel settembre del 1984. All'età di 5 anni sono venuto a Ostia perché soffrivo di asma e i dottori dissero ai miei che avevo bisogno di aria di mare. Infatti dopo qualche anno l'asma è sparita.
Dai 6 anni in poi ho sempre vissuto nell'acqua: i miei mi portavano al Nauticlub di Castelfusano dove facevo scuola di vela e i miei andavano a lavorare. C'era un bel gruppo di bambini che imparava e io passavo così tutta l'estate. Da qui credo è iniziata la mia passione per il mare.
Abitavo a Piazza Ronca, ma in realtà ho cambiato casa 6/7 volte, così come ho cambiato tutte le scuole di Ostia (sorride n.d.r.). Dopo le medie infatti ho iniziato le mie avventure scolastiche, purtroppo anche a causa della separazione dei miei genitori e la perdita del mio migliore amico. La scuola era passata in secondo piano: sono stato all'Enriques, al Vanvitelli e al Labriola. Poi solo a 22 anni ho preso il diploma di ragioniere al Giovanni Paolo II. Nel frattempo a 17 anni sono partito militare volontario ad Udine soprattutto per staccare da Ostia, dopo la scomparsa del mio amico, morto a 19 anni sotto un treno mentre lavorava ai binari della stazione Termini. A Udine sono rimasto 1 anno e scelsi quella metà per stare il più lontano possibile da Ostia: mi mancava Ostia ma mi mancava soprattutto il mio amico e tutti i ricordi.
Quando sono rientrato presi il brevetto di Salvamento di Genova che poi ho convertito in FIN qualche annetto fa per poter lavorare nelle piscine in inverno. Sono sempre stato legato all'acqua: facevo i 50 stile e dorso e sono arrivato fino ai Campionati italiani. Ho iniziato all'Helios Club e poi dopo alla Passeroni. D'inverno quando mi chiamano tuttora faccio l'istruttore di nuoto: non è facile però trovare una piscina che poi d'estate ti lascia libero per lavorare al mare...io senza mare non ci riesco a stare.
Sono 9 anni che faccio il bagnino a mare. La cosa più bella di questo lavoro? ....ce ne sono tante!! A parte che ti dà la possibilità di stare al mare dalla mattina alla sera che è una passione sia quando il mare è mosso che calmo, faccio un lavoro che è quello di salvare le vite della gente, che è la cosa più bella che c'è! Non sento questa responsabilità perchè la vivo con passione. Ne ho fatti tanti di salvataggi per fortuna tutti a buon fine! Quello che ricordo meglio è avvenuto proprio quest'anno: una barca di 10 metri che si è arenata sulla secca a venti metri dalla riva. La signora all'interno non sapeva nuotare e rischiava di farsi male a causa della barca stessa che si stava cappottando. Siamo intervenuti in più bagnini: è stato bello perché è raro che succeda un salvataggio congiunto. Di solito ognuno si fa i fatti suoi: tra la vecchia e la nuova guardia c'è un po' di astio soprattutto sui metodi di salvataggio. La vecchia guardia preferisce a tutti gli effetti il pattino, un po' per abitudine e un po' per affetto. Noi nuova guardia invece preferiamo i salvataggi a nuoto o con il torpedo.
La cosa più brutta di questo lavoro? Manca un po' il rispetto verso la figura del bagnino, sia da parte dei bagnanti che dei gestori degli stabilimenti. Quest'ultimi perché non stanno molto attenti a come ti comporti a riva (alla mia domanda se non fosse meglio per loro, Matteo mi risponde che è un bene per chi non gli va di far niente n.d.r.), non forniscono l'attrezzatura ottimale. I bagnanti invece pensano di essere sgridati come se fossero a scuola: in altri paesi del mondo dove sono stato il bagnino è una figura autoritaria, come un pubblico ufficiale. Non scordiamoci che se succede qualcosa io posso essere incolpato di omicidio colposo e il carcere poi me lo faccio io (fa le corna n.d.r.). Solo il fatto che i bagnanti si siedono sul pattino o ci appoggiano gli asciugamani è un tipico malcostume italiano. Quando poi gli dici di alzarsi sembra che gli stai facendo un torto personale, senza pensare invece che potrebbe essere d'aiuto ad altri bagnanti.
Se ti manca la passione perdi anche l'attenzione verso il mare stesso. Succede per esempio che dopo due/tre giorni di mare e vento forte in cui sei stato molto concentrato a guardare ogni minimo pericolo, quando il giorno in cui il mare è calmo tu sei molto stanco e gli occhi tenderebbero a chiudersi. Non puoi permettertelo anche perché ci sono tanti bambini che fanno il bagno. Per questo quando è mosso io mi immergo con loro: stando dentro do una sicurezza e rappresento una figura importante dentro l'acqua sia per i bambini che per i loro genitori.
Il mare per me è la vita perché mi da serenità, gioia e lavoro. Una volta facendo sia la vela che il surf il rapporto era totale; quest'anno vorrei ricominciare a fare la stagione fuori per esempio a Fuerte Ventura come fanno tanti bagnini.
Il punto di Ostia che mi piace di più per fermarmi a guardare il mare è davanti al Salus, con gli scogli davanti perché lì c'è la giusta tranquillità. Anche all'Amamusa è molto bello!! Ma il mare di Ostia è tutto bello, a me piace! Ci sono dei giorni che ti fa tribolare d'estate, quando è pieno zeppo di gente....
Da giovane avevo tutte le amicizie a Piazza Gasparri, anche se abitavo dall'altra parte, con la scuola e il basket e il calcio e il nuoto le amicizie non si scelgono. Lì avevo il mio migliore amico e ogni volta che passo di lì i ricordi ti fanno dimenticare tutte le cose brutte che succedevano li! Non era l'elite quella zona; ragazzi di 13 che spacciavano, che rubavano i motorini. Ho rischiato di entrarci dentro anch'io ma sono riuscito con la testa, avendo avuto la fortuna di avere una buona educazione, sapevo cosa era giusto e cosa sbagliato. Li ci tornavo per il ricordo del mio amico morto, ma pian piano ne sono uscito fuori.
A Ostia oltre il bagnino, ho fatto il barista, il cameriere e il manovale e portavo i sacchetti di calcinacci da 20 kg. A Ostia i lavori sono quasi tutti estivi per cui avendo l'amore per il mare alla fine ho scelto la vita del marinaio...
Il posto di Ostia che mi piace di più? Piazza Anco Marzio che hanno rifatto adesso, pedonale, era quello che mancava ad Ostia per fare un piccolo salto di qualità.
La parte che non mi piace di Ostia? Beh non c'è un posto che non mi piace, perché anche nella parte brutta ci ho lasciato il cuore....Anche l'Idroscalo che è considerata la parte brutta di Ostia a me ricorda l'alluvione quando ero nella protezione civile del Borghetto dei Pescatori. Feci il presidio come volontario della Protezione civile, mettevamo i sacchetti di sabbia. E' stata una bella esperienza di vita: era tutta brava gente, ci ospitavano dentro casa quando diluviava, ci offrivano il caffè, la birra, l'acqua.
Al Borghetto ci ho anche abitato (tra un trasloco e l'altro) a casa di amici. Il Borghetto è l'isola felice di Ostia, è come una grande famiglia, anche se tra i pescatori c'è sempre qualche divergenza. Mi ricordo Claudio Barelli, presidente della Protezione Civile del Borghetto dei Pescatori, con cui avevo un rapporto speciale. Mi ricordo anche "Pallettone", ex presidente dell'associazione del Borghetto dei Pescatori: quando ci fu il terremoto dell'Aquila una bella rappresentanza della protezione civile del Borghetto portò tanto pesce per i terremotati a Scandicci. Io ho passato tanto tempo a Scandicci, e tuttora quando c'è la Sagra della Tellina al Borghetto, da Scandicci scendono giù gli abruzzesi. Pallettone, che è un pescatore di quelli rudi, si è commosso per la disperazione dei terremotati.
Da giovane non c'erano tutti gli svaghi che ci sono oggi a Ostia: lo skate park (che purtroppo hanno chiuso), il porto... Io invece passavo il tempo al Luna Park o stavo in giro. Poi hanno aperto CineLand e tutta Piazza Gasparri si trasferiva lì l'inverno. Era come stare in Piazza: si stava fuori e nella sala di giochi e ci passavamo le ore invece di studiare.
I ricordi da bambino sono invece legati al carnevale sul Pontile, con i coriandoli da raccogliere da terra perché finivano subito, la chiusura del pontile per un paio di anni perche stava crollando. Ciò mi dispiaceva, perché un mio piccolo rituale era andare li quando avevo qualcosa di cui pensare di importante, mi sedevo li al pontile e guardando il mare, pensavo. Anche i tramonti ad Ostia danno la pace dei sensi!! Io amo Ostia, ogni volta provo a partire ma poi non riesco a staccarmi da lei!
Ostia la dovrebbero trattare meglio: i romani e gli Ostiensi non hanno rispetto verso la propria cittadina. Sai quante bottiglie, lattine e cicche di sigaretta trovo a fine giornata sul mare!
Il primo ricordo di Ostia che ho è la fontana della Rotonda: mio padre mi portò lì era inverno ed avevamo preso appena casa a Ostia! C'era questa fontana accesa, bellissima e poi la prima vista del mare: è stato amore a prima vista! Il mare lo dovrebbero amare tutti quanti!

Intervista rilasciatami di persona il 14 settembre 2013



di Aldo Marinelli del 04 ottobre 2016

Interviste


Conoscete la storia del Canale dei Pescatori?

Conoscete la storia del Canale dei Pescatori?

Il geologo Piero Bellotti, docente in pensione dell'Università La Sapienza, ci da un'analisi scientifica del nostro Canale

di Aldo Marinelli del 05 novembre 2017

 
Il barcone delle estati che furono

Il barcone delle estati che furono

Piangete bambini che così mamma vi porta a vedere la balena Gelsomina, la balena birichina

di Aldo Marinelli del 30 luglio 2017

 
Alessandro Paglia e i famosi krapfen di Ostia

Alessandro Paglia e i famosi krapfen di Ostia

Ad Ostia esistono delle eccellenze e come tali vanno valorizzate. Conosciamo Alessandro Paglia, 49 anni, artista della pasticceria che con i suoi Krapfen è famoso in tutta Ostia, Roma e non solo!

di Aldo Marinelli del 25 gennaio 2017

 
Il nuovo pop di Caffa, giovane ostiense alla ribalta

Il nuovo pop di Caffa, giovane ostiense alla ribalta

20 anni e già alcune esperienze da musicista nel mondo indie, Caffa ci propone alcuni suoi brani e la sua storia

di Aldo Marinelli del 07 settembre 2023

 
Curriculum |m@il | © 2013 2023 LaMiaOstia la mia ostia

Registrazione presso il Tribunale di Roma n.143/2016 dell'11 luglio 2016