martedì 11 agosto 2020
La mia Ostia
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La mia Ostia: quando il bello fa notizia

La mia Ostia: quando il bello fa notizia

Videoconferenza realizzata per il progetto del MIBAC Ostia Up del Liceo Anco Marzio

Aldo Marinelli de La mia Ostia il 15 maggio 2020 ha tenuto una videoconferenza sulla comunicazione territoriale dal titolo "La mia Ostia: quando il bello fa notizia. Consolidare il legame tra il cittadino e il territorio". Il progetto Ostia Up presentato dal Liceo Anco Marzio grazie ad una sinergia di 6 istituti superiori ha visto la realizzazione di tanti progetti territoriali. Grazie all'associazione Ambire e agli esperti di DotSlot, in questo periodo di lockdow, si è riusciti a realizzare alcune conferenze digitali.
L'invito della preside Anna Maria Ricciardi e la presentazione della professoressa Nicoletta De Simone hanno fatto sì che Aldo Marinelli potesse ripercorrere i sette anni di vita della sua pagina Facebook e del suo periodico on-line.
Di seguito trovate la diretta video, il video delle slide presentate e l'articolo scaturito.

Videoconferenza in diretta Link

Slide presentate



"La mia Ostia nasce nel maggio del 2013 dalla necessità di non sentirsi solamente un cittadino passivo all’interno del proprio territorio, ma soprattutto un cittadino che agisce attivamente per il bene comune, anche mettendo la propria esperienza lavorativa a servizio di chi vuole conoscere ed amare ciò che si ha intorno.
Il bisogno di creare un legame tra il cittadino ed il territorio è proprio il maggiore intento della pagina, supportata anche dal periodico on line “La mia Ostia”, regolarmente registrato come testata giornalistica.
Parlare di comunicazione territoriale significa capire innanzitutto quale è il messaggio principale che si vuole trasmettere. Qui è stata la scelta “innovativa” che ho voluto portare avanti: il bello. D’altronde sarebbe stata l’unica che avrei potuto scegliere, in quanto rispecchia pienamente il mio carattere, che vede pieno anche un bicchiere riempito a metà: l’altra metà è piena di aria.
Il mio modo per creare quel legame di cui parlavo è utilizzare vari approcci: la bellezza, la positività, la conoscenza e l’eccellenza, attraverso più linguaggi che vanno dalle fotografie ai video, dalle mostre alle interviste e agli incontri sul territorio.
Il primo approccio è far capire a chi mi segue qual è la bellezza del territorio in cui viviamo, spesso nascosta o peggio coperta dall’informazione negativa.
Creare una quotidianità dell’alba e del tramonto attraverso foto artistiche e soprattutto empatiche ha dato un motivo costante di aprire la pagina della Mia Ostia e scoprire, forse per la prima volta, che sul nostro mare il sole sorge in inverno per poi spostarsi sui colli Albani in estate. Quanti “bugiardo” mi hanno dato, improperi ed insulti, che in maniera minore durano ancora oggi. L’eredità Ecce Bombo, così come l’ho chiamata io, era più forte di una semplice sveglia mattutina al pontile, neanche troppo presto. Da lì l’idea di condividere insieme a chi mi segue l’alba del solstizio. Tutti insieme il 21 dicembre sul nostro simbolo portando caffè caldo, dolcetti e lo spirito giusto. Un piccolo rituale ogni anno diverso e inventato da me suggella quel giorno, guardando il sole sorgere dal mare.
Niente bugie quindi, dimostrata da un video e da nozioni scientifiche. La bellezza in tutte le sue forme, dal paesaggio al tramonto al gelo invernale, agli arcobaleni ma anche ai miei adorati fulmini. Uscire di casa di notte, magari proprio perché qualcuno ti ha scritto sulla pagina, condividere l’entusiasmo di catturare il momento giusto, porta ad una “unione” virtuale con chi ti segue che si sente tangibile.
La seconda modalità di approccio è la positività che mi porta sempre a cercare di dare un taglio diverso all’informazione. Non significa non vedere oppure girarsi dall’altra parte ma agire invece che essere fermi.
Da qui nascono tutte le campagne lanciate negli anni, da “Ostia sono io” scaturita come reazione alla testata di Spada, fieri di vivere in una città come la nostra, per stimolare l’orgoglio necessario per la rinascita, per essere noi i primi a volere un cambiamento fondato sulla bellezza, sul positivo che esiste sempre, ai “Luoghi del cuore” per sottolineare l’attaccamento di ognuno di noi ad un luogo specifico. Quando si conosce la propria città, i suoi colori, i suoi odori e i suoi luoghi ti portano a ricordi, a momenti vissuti, a persone care oppure semplicemente "ti fanno star bene". Ognuno di noi ha un luogo nel cuore nella città in cui vive, quel luogo dove vai a rifugiarti nei momenti no, dove vai a sentirti meglio, che ti conforta ma al tempo stesso ti dà la carica giusta. Quel luogo rappresenta la tua città e la tua vita e sarà sempre dentro di te.
Oppure “La nostra Ostia” la campagna congiunta tra La Mia Ostia e RetakeRoma Ostia, nata per sensibilizzare i cittadini al rispetto degli spazi pubblici e al decoro, di Roma e del X Municipio. Foto scattate davanti a luoghi simbolo di Ostia e del gruppo Retake, per ricordare ai cittadini quanto sia bello il nostro quartiere e quanto sia importante rispettarlo, la "nostra Ostia" è di tutti e dobbiamo averne cura.
Sono stato tra i primi infatti a supportare il gruppo RetakeRoma Ostia nei suoi primi passi sul territorio.
I concorsi del “Più bel condominio addobbato per Natale” e gli ultimi nati durante il COVD-19 dimostrano quanto il messaggio che voglio trasmettere sia legato al fare, all’agire sempre per sottolineare quanto sia positivo il nostro mondo. “Ostia dalla finestra” e “Scrivere ai tempi del Coronavirus” hanno avuto un enorme successo in questo periodo di quarantena, dove ognuno di noi può contribuire nel suo piccolo a sottolineare il proprio rapporto con la città in cui vive.
Positivo è anche il modo di trasmettere conoscenza, che è il terzo obiettivo della pagina, ma per me che sono insegnante, il primo e reale. La mia preparazione da biologo prima e da divulgatore scientifico per il WWF dopo, mi ha portato sempre a trasmettere l’amore e la conoscenza per la natura, in particolare per gli animali e le piante nostrane. Un approccio di educazione ambientale che regolarmente inserisco nelle foto e nei post che propongo. Conchiglie, meduse, squali, insetti, uccelli, querce, bacche e tutto ciò che il nostro splendido territorio ci offre sono sempre stimoli nuovi. Solo conoscendo ciò che abbiamo intorno ci permette di salvaguardarlo e proteggerlo.
Tutto ciò poi si è trasferito dal virtuale al reale grazie agli spazi dei dibattiti scientifici che negli anni mi sono stati concessi nelle due principali sagre del territorio: dal 2015 alla Sagra della Tellina e dal 2019 alla sagra della Seppia. Incontri con professionisti dell’ambiente per approfondire tematiche naturalistiche e paesaggistiche all’interno di un contesto popolare. Una sfida non così immediata ed ovvia ma che sta riscuotendo sempre più successo di anno in anno.
Anche la collaborazione con realtà associative legate alla natura, come Sotto al mare, WWF o LIPU hanno permesso di portare avanti sulla mia pagina un continuo discorso naturalistico, storico e sociale.
Nella stessa ottica nascono molte altre collaborazioni come quella con il Liceo Anco Marzio per un progetto di alternanza scuola lavoro (2018 e 2019) che ha visto attraverso un corso di fotografia l’avvicinamento di molti ragazzi al territorio in cui vivono ma che non conoscono affatto, oppure con la poesia grazie a Michele Gentile che mi ha permesso di presentare dal 2017 la Rocca dei Poeti, un festival della poesia itinerante partito da Ostia Antica e approdato l’anno scorso a Recanati e di essere media partner della Nazionale Italiana Poeti.
Le eccellenze di Ostia e le loro storie sono il quarto approccio che permette di conoscere sempre di più la vita intorno a noi. Molte le interviste a chi a Ostia ci è cresciuto o ha realizzato qualcosa di importante: dal più anziano della nostra città all’artista, dalla storia dei krapfen al pompiere eroe, dal barcone della nostra giovinezza al localino caratteristico.
Un approccio sempre reale e positivo che permette di conoscere la persona, il suo vissuto e creare quell’empatia con chi ascolta, come è successo proprio in questo periodo con le dirette dalla quarantena.
Non si bada al tempo, approfondiscono e sottolineano il valore delle cose.
E poi succede che a Ostia spuntino come per magia alcun statue che diventano subito dei simboli grazie alla costanza di fotografarli ma anche di seguirli nelle varie vicissitudini. La Venere (la cui mattina fui avvisato immediatamente), Nettuno (di cui ho avuto il piacere di conoscere tutta la storia dai diretti interessati) e l’amazzone “Diana” fanno parte ormai della nostra città ma anche degli sfondi del cellulare, degli orologi o dei pc.
Questo attaccamento verso i nuovi simboli si manifesta ancora più concreto e forte quando essi subiscono “infortuni.
Si finisce per diventare anche un bollettino meteo, spesso non creduto quando si parla di trasparenze delle nostre acque o un confidente lontano, fieri di dirmi “Io a Ostia ci sono nato”."


di Aldo Marinelli del 17 maggio 2020

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