sabato 16 dicembre 2017
La mia Ostia
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Ciao Antonio!

Ciao Antonio!

Rileggiamo l'intervista dell'aprile 2014 allo storico commerciante di Ostia, Antonio Prochilo, che proprio oggi è venuto a mancare

L'ultimo suo desiderio era quello di diventare cenere e raggiungere il mare dal suo Pontile.
Ti voglio ricordare così, come ti conobbi insieme a tua moglie Jana, a casa tua, allegro, pieno di vita e battute. Ciao Antonio!

Ciao Antonio puoi presentarti per i nostri lettori?

Sono nato a Oppido Mamertina, in provincia di Reggio Calabria, nel 1940, ma i miei genitori si sono trasferiti qui a Ostia quando avevo 7 mesi. Mio fratello Mario invece è nato proprio qui. In Aspromonte non c'era lavoro e mio padre aveva prima tentato fortuna in Argentina. Qui a Ostia papà faceva il carpentiere e mia madre la casalinga, con 5 maschi e una femmina a cui badare.
Abitavamo in Piazza della Stazione Vecchia 14, interno 5, proprio di fronte alla stazione centrale bombardata dai tedeschi. Lì ho abitato per 35 anni. Mio fratello faceva il sarto ed era noto come "Vincè le pelè", Vincenzo il pelato. Durante la guerra ci trasferimmo ad Acilia ma poi subito dopo tornammo. Le scuole le ho fatte ad Ostia, ma siccome non sono un intellettuale ho smesso al secondo anno di avviamento commerciale alla Marco Polo (pari alla seconda media).

Quali ricordi hai da bambino?

Mi ricordo che andavamo a giocare nelle buche enormi che le bombe avevano lasciato al posto della stazione, visto che abitavamo li di fronte. Giocavamo con arco e fionda, come dei veri e propri ragazzacci. Una volta lanciandoci dei sassi ho rotto il setto nasale ad un mio amichetto: ancora oggi quando mi vede mi dice che da quella parte del naso non respira bene quando ha il raffreddore e mi lancia un sacco di parolacce...ma poi ci abbracciamo forte perché siamo amici da una vita.
Oppure mi ricordo quando andavamo a rubare il ferro nei fabbricati bombardati per venderlo a Coletta, che aveva un deposito. Ma il giorno dopo glielo rubavamo dall'altra parte del magazzino, perché lui non pesava bene il ferro pensando di fregarci. Così invece ce lo pagava due volte!
Prendevamo anche il piombo e il rame lungo la ferrovia in zona Castelfusano. Uno si metteva davanti per vedere se arrivava il treno ed un altro con una piccola sega a mano segava il rame dove ci sono i giunti tra i binari.
Ho imparato a nuotare nella fontana della Posta Centrale: tutti i bambini facevano il bagno li e poi ci si andava ad asciugare al "Castelletto", quella casa a forma di castello su una delle dune più alte di Ostia, vicino all'odierna Oviesse.
Quando invece ancora non sapevo nuotare, un mio amico di Roma mi buttò dal Pontile. Io non sapevo cosa fare ma pian pianino arrivai a riva insieme a lui..ma quante parolacce gli dissi.
Mi ricordo anche lo scheletro della cupola dello Stabilimento Roma, bombardata sempre dai tedeschi. Qui prendevamo i granchi e le cozze. Di fronte al Battistini era rimasto un motoscafo MAS bombardato: noi andavamo dentro a 100 metri dalla riva a raccogliere le cozze attaccate allo scafo. Sarà stato il 1947.

Piazza della Stazione Vecchia era proprio il centro di Ostia..il fulcro?

Sotto casa c'erano due negozi storici: l'alimentari Ambrosini e il negozio dei krapfen, che non era gestito dai fratelli Paglia come adesso, ma dal signor Mazzi, che aveva già un negozio uguale a via Cola di Rienzo. E' lui l'inventore della ricetta dei krapfen, che non sa nessuno se non i fratelli Paglia e un'altra persona..indovina chi? Gli chiedevo sempre la ricetta, ma lui non me la diede ma mi ci ha fatto arrivare e ora so farli anch'io. Per 4 anni ci ho lavorato d'estate e spesso mandavo il dirigibile a scaricare i krapfen. Ho fatto anche l'elettricista con Bracalenti, il falegname con Antonipieri e il commesso in vari negozi di alimentari, tra cui appunto Ambrosini che è stato l'unico commerciante a mettermi in regola e a pagarmi la tredicesima. Avevo 16 anni e ho lavorato lì per circa due anni.
Ho avuto un negozio di alimentari per 30 anni, prima a Via delle Baleniere 119 (aperto nel 1966, quando ancora non c'erano le strade) e poi resistendo alla grande distribuzione cercavo di aprire in zone che non erano fornite da supermercati. Ma puntualmente poco dopo ne apriva uno: a Via delle Aleutine, a via Isole Capoverde, a Via Capitan Casella, a Via dei Traghetti. Quindi anch'io ho provato, come mio padre, a far fortuna in Sud America. Un mio amico mi ha invitato in Costa Rica, ma un conto è andarci in vacanza e un conto è aprire un'attività. Ho aperto poi un bar ristorante a Olomouc in Repubblica Ceca, luogo dove è nata mia moglie Jana. Nessuno credeva che potessi riuscire e invece ho lasciato per il troppo lavoro e sono tornato da un anno ad Ostia.

Quale è il posto più bello di Ostia per te?

Ostia non si batte!!! Quelle belle passeggiate sul lungomare, quei tramonti sul Pontile..
La sera ci ritrovavamo tutti a "La Buca", un piccolo bar dove adesso c'è un ristorante, su via della Marina. Qui giocavamo a biliardo ma soprattutto a carte. Non si vedeva a un paio di metri per il fumo che c'era. Qui c'erano tutti i vecchi di Ostia: i Balini come Roberto il nasone (proprietario del Plinius), Giorgio in arte Ardinson detto "Giorgio sputacchiera" che ha fatto tanti film autofinanziati, il "Magnafuoco", "Er Canaro", Silvano Gamboni detto "Spennacchiotto" (perché sembrava uno scienziato pazzo), "Er Salsiccia". C'era anche "Er Panterino", un dinamitardo, esperto di bombe. Infatti gli mancano tre dita perché un giorno addirittura voleva far esplodere una bomba allo stadio Olimpico ma gli è scoppiata in mano.
Gioco ancora a carte, tresette e briscola, ma al circolo della Pinetina, tutti i pomeriggi dal lunedì al venerdì da una quindicina di anni. Siamo sempre io e mio fratello, Mac e Macchetto, e quando giochiamo contro Er Salsiccia e Spennacchiotto quanto ridiamo e ci divertiamo. Loro sono più bravi ma quando vinciamo noi...Tutti ci vengono a vedere...
Mi ricordo poi negli anni 60 che al Miramare veniva Antonio de Curtis, in arte Totò, a prendere il caffè. Veniva con la sua Mercedes nera, con le tendine e l'autista che lo portava fino al bar in quanto cominciava a non vederci bene. Al Bar Quirino sotto i portici del Superga, venivano invece tanti personaggi famosi come Zeffirelli, Pasolini, Il principe Tommasi.

Quali sono i tuoi ricordi del Pontile?

Un anno un poliziotto in servizio aveva molto caldo, era estate. Si tolse la divisa e pensando che l'acqua fosse bassa si buttò dalle scalette del Pontile. Io stavo li con la canna da pesca e grazie a questa lo abbiamo ripreso e tirato su. Una volta c'erano le scalette per scendere e per permettere alle barche di attraccare e portare la sera le persone a fare un giro al largo.
Mi ricordo anche di Mimì Balini che vendeva le cozze fresche con il limone li sul pontile. E a proposito di cozze io e i mie amici eravamo considerati i "cozzari" perché li al pontile era talmente pieno che organizzavamo il "Re delle cozze" per chi prendeva la cozza più grande. Un anno arrivai secondo ma contestai la vittoria di un certo Maurizio perché ci mise poco tempo per trovarla...secondo me se l'era portata dietro da Fiumicino. Io la trovai a 5 metri di profondità attaccata al pontile. Il vincitore indossava la corona e Giulio Mancini fece un servizio con la televisione ed il giornale. Erano gli anni '70 e lo organizzammo fino agli anni '80...
Si prendevano tonnellate di cozze ogni anno, le più grosse le mangiavamo con il limone mentre le più piccole le regalavamo ai clienti dello stabilimento Elmi. Eravamo soprattutto io e il mio amico Ennio Menotti. Lui aveva un'attività di pittura e carta da parati a Corso Duca di Genova, ora c'è il figlio.
Un brutto ricordo legato al pontile fu quando ammazzarono Pier Paolo Pasolini all'Idroscalo. Dopo che finivamo di giocare a carte alla Buca si faceva la "pontilata" e quella sera vedemmo una macchina della polizia sfrecciare a tutta velocità. Solo la mattina dopo scoprimmo cosa era successo.

Ti ricordi qualche festa ad Ostia?

Una volta a Piazza della Stazione Vecchia c'era un teatro tenda, al posto del luna park. Organizzammo nel 1975, io e Ennio, una festa di carnevale, per la migliore maschera. Riuscimmo a portare 1500 persone. Avevamo organizzato con la musica, con la porchetta, il vino... Ebbe cosi tanto successo che alcuni organizzatori di Roma ci vennero ad intervistare.
Avevamo una squadra ad Ostia, la Lidense, in cui Giulio Mancini era un portiere kamikaze e io facevo il centravanti, soprannominato Mac, che deriva dallo scozzese l'avaro...ma a me dovrebbero chiamarmi Don Perignon per quanto sono magnanimo...
Nel 1980 organizzammo invece un torneo internazionale di Calcio a Malta. La squadra nostra era quella del Bar Sisto, formata tra gli altri da Ennio il bagnino del Mare Chiaro e Nicola Pizzuti il vigile. C'erano 4 squadre: una inglese, una maltese, una francese e la nostra! Arrivammo in finale: si infortunò un terzino e l'allenatore mi mise al suo posto. Eravamo sull'uno a uno a tre minuti dalla fine. Cioffi, ala sinistra, fece un cross e io di testa segnai il gol della vittoria. Vincemmo la coppa che portammo da Sisto e tutti i giornali parlarono di me.
Ero molto bravo anche a calcio balilla e giocavo ovunque si poteva. Si facevano tornei dove si vincevano anche 3000 lire. Il Bar Cherie per esempio un anno, organizzò un torneo dove arrivammo, io e Roberto Cibei, in finale battendo tutti i più forti, ma perdemmo la finale contro due "morti di fame" che venivano da fuori e che ci trovarono rilassati...

E il lungomuro?

Non lo accetto..bisogna lasciare per forza gli spazi per accedere alla spiaggia. All'inizio c'erano gli stabilimenti dove si poteva entrare liberamente..poi misero i ticket. Devo avere il diritto di entrare senza che nessuno mi fermi.

Intervista rilasciatami di persona il 22 aprile 2014


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